16 Novembre 2021

Giuseppe Moscati, l’amore che rende sublime

Metà dei libri della mia piccola biblioteca personale è costituita da biografie di santi o beati. Un posto considerevole. Sono stata educata ad alimentare la mia fede alla scuola dei testimoni. Quando è possibile mi piace anche compiere brevi pellegrinaggi sulla loro tomba. È come un invito per il mio cuore a ripercorrere i loro passi, a supplicare la loro intercessione, ad alzare lo sguardo verso il Cielo.

Uno dei miei pellegrinaggi preferiti è senza dubbio quello alla Chiesa del Gesù Nuovo a Napoli dove c’è la tomba di san Giuseppe Moscati. Non so quante grazie gli ho chiesto. Quante persone ho affidato alla sua intercessione. Ho il cuore pieno di gratitudine per la sua mano tesa nella storia del nostro tempo. Sono molto affascinata dalla sua personalità di uomo, di medico, di battezzato.

È vissuto in una famiglia con una fede semplice ma rigorosa. In casa si pregava il Rosario, si andava a Messa, si rispettavano i tempi liturgici. Il padre lo portava con sé quando frequentava il circolo di Caterina Volpicelli, santa, dove ebbe modo di incontrare altri santi: padre Ludovico da Casoria per esempio o il beato Bartolo Longo. Come sarà stata importante la loro amicizia per accendere nel cuore del giovane Giuseppe santi desideri!

E poi il Moscati andava a Messa tutti i giorni al Gesù Nuovo o a Santa Chiara; e, anche quando era in viaggio, cercava sempre una Chiesa per la Messa o per fare la Comunione. Trascorreva lunghi momenti di adorazione davanti all’Eucaristia. Ed è a questa scuola che ha imparato a riconoscere da medico il volto di Gesù in quello dei malati e dei sofferenti. Meravigliosa una preghiera che egli stesso compose nel 1922 dopo aver scelto di donarsi totalmente a Dio facendo voto di castità nella Chiesa delle Sacramentine: “Mio Gesù, amore! Il vostro amore mi rende sublime, il vostro amore mi santifica! Mi volge non verso una sola creatura, ma a tutte le creature, all’infinita bellezza di tutti gli esseri, creati a vostra immagine e somiglianza”.

Nel Moscati è l’amore di Dio che alimenta e sostiene l’amore al prossimo. I santi non sono stati degli operatori sociali per quanto molti hanno contribuito e contribuiscono a risollevare i più poveri e i più disagiati e abbandonati del mondo. I santi hanno dato a Dio il posto di onore nel loro cuore e nella loro vita e questo ha permesso loro di risplendere nella carità.

Grande amante di Maria, san Giuseppe Moscati ha contribuito economicamente alla costruzione del Santuario di Pompei come amico e poi medico di Bartolo Longo. Nel suo studio aveva una piccola statua della Madonna e a lei si affidava ogni giorno con la recita del Rosario per tutti i suoi poveri, i suoi ammalati, gli ultimi. Impariamo da lui a fare del nostro lavoro, qualunque lavoro, una strada sicura di santità.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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