BRICIOLE DI VANGELO

23 Novembre 2021

La meta è altrove

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,5-11)
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

Il commento

Verranno giorni nei quali di quello che vedete non sarà lasciata pietra su pietra” (21,6). Ai discepoli che ammirano la bellezza del Tempio, Gesù rivolge parole inattese che mettono a soqquadro i loro pensieri, tanto più sconvolgente in quanto lo ritenevano un maestro degno di fede. Quelle parole suscitano sorpresa e incredulità. Per comprendere lo sconcerto dobbiamo metterci nei panni di quelli che ascoltano. Per loro il Tempio è il cuore stesso della vita religiosa. Se dunque quel luogo santo sarà distrutto, che sarà della fede d’Israele? Anche quella storia secolare è destinata a finire? Le consolazioni a buon mercato spesso sono vuote illusioni. Il Vangelo è una provocazione. Con realismo Gesù ricorda che la storia umana, personale e collettiva, ha una sua intrinseca caducità. Tutto quello che oggi appare, anche le cose più belle, è destinato a finire. Ma nello stesso tempo ricorda che non tutto finisce, siamo in cammino, la meta è un’altra, è altrove. Gesù non parla di castighi né insegna a fuggire i rischi, chiede piuttosto di vivere con responsabilità.

Proviamo a individuare i sentieri della responsabilità, quelli che ci permettono di accettare la precarietà del vivere senza cadere nell’agitazione e nell’inquietudine. Prima di tutto dobbiamo accettare il limite della condizione umana, dobbiamo sempre ricordare che siamo limitati. In secondo luogo dobbiamo combattere con determinazione il peccato, è questo il limite oggettivo più grande che impedisce all’uomo di realizzare la sua vita. E infine, dobbiamo seminare il bene. Tutte le cose finiscono, è vero, tutto quello che oggi vediamo ha una data di scadenza. Ma è vero anche che siamo chiamati a vivere in ogni tempo facendo il bene in tutte le forme possibili. Tutto quello che facciamo per amore, in obbedienza, a Dio, resta per sempre. Le opere saranno consumate dall’usura ma l’amore non ha fine. E chi vive in Dio e per Dio riceve la grazia di partecipare alla vita senza fine. Una prospettiva interessante. Vale la pena tentare.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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