23 Novembre 2021

“Perché tutto è inclusivo a parte i posti esclusivi, no?”

Conversavo con mio figlio dell’iniziativa del Liceo Cavour di Torino di adottare l’asterisco per le comunicazioni interne con gli studenti e tra i docenti per, secondo il dirigente scolastico, “combattere le discriminazioni”. E lui mi ha risposto con una strofa di una canzone di un rapper molto in voga tra i giovani, Marracash. La canzone è Cosplayer e la strofa recita così: “Oggi che possiamo rivendicare di essere bianchi, neri, gialli, verdi o di essere cis, gay, bi, trans o non avere un genere non possiamo ancora essere poveri perché tutto è inclusivo a parte i posti esclusivi, no? Oggi che tutti lottiamo tanto per difendere le nostre identità così abbiamo perso di vista quella collettiva l’abbiamo frammentata”.

Non voglio entrare in merito al rapper perché non lo conosco anche se mi affascina molto l’idea che noi adulti dovremmo capire i nostri giovani cosa ascoltano e perché, per individuare cosa pensano. La poesia, la musica, l’arte da secoli intercettano i sentimenti più profondi dell’animo umano e il pensiero di questo giovane rapper mi ha molto colpito. Con la sua musica lancia una provocazione interessante e originale. Cosa che non facciamo noi adulti, preoccupati come siamo di sembrare moderni come questo preside di Torino. Marracash dice oggi possiamo essere tutto, scegliere il genere ma non possiamo essere poveri, “tutto è inclusivo tranne i posti esclusivi”. Ed è così. Rincorriamo l’inclusività come un mondo perfetto nel quale vivere ma dimentichiamo per strada i poveri, quelli che non hanno nemmeno il necessario per vivere, quelli che nessuno guarda, gli invisibili della società.

L’iniziativa del Liceo di Cavour solletica una riflessione certamente linguistica che andrebbe affrontata e che nasconde il tentativo di appiattire la mente, la cultura e l’identità dei giovani per un fine ideologico. Perché è appunto questo che l’asterisco a scuola o i libri della Murgia perseguono nel tentativo di rendere prassi ciò che da un punto di vista normativo è stato rifiutato con il ddl Zan. Ma se vogliamo davvero lottare per l’inclusività e allora che ci sia voce per tutti: i bambini non ancora nati, quelli raggiunti da una diagnosi di disabilità e che vengono abortiti solo perché hanno la sindrome di Down, le donne straniere buttate per strada prostituirsi da italiani senza scrupoli, i bambini utilizzati e schiavizzati con la pedopornografia. Questo la scuola lo insegna?


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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