24 Novembre 2021

“Un virus può toglierci l’umanità di fronte al dolore e alla morte?”

La dottoressa Elisabetta Cerutti, primario nell’Ospedale di Ancona, anche durante l’emergenza Covid ha fatto entrare i familiari in terapia intensiva: “3800 visite e nessun contagio. La vicinanza di una persona cara genera molti benefici ai malati”. Un dato incontrovertibile ma ignorato dalla stragrande maggioranza degli ospedali italiani dove tantissime persone sono morte senza poter nemmeno salutare per l’ultima volta i loro cari. Non desidero sollevare polemiche l’emergenza è faticosa e il mondo sanitario ha cercato di fare la propria parte con enormi sacrifici che tutti dobbiamo riconoscere. Tuttavia…ci sono storie davvero drammatiche e a tratti incomprensibili.

Una tra tutte è quella di Salvatore Contaldo. “Il 4 dicembre del 2020, eravamo in casa io, mio marito e mio figlio Giovanni” racconta Orfina, una sposa e una madre della mia parrocchia “Salvatore, mio marito ha avuto un malore improvviso: un fortissimo mal di testa accompagnato da vomito e vertigini. Chiamammo il 118. La diagnosi giunse alle 2 di notte presso l’Ospedale di Cava de’Tirreni. Salvatore era stato colpito da emorragia cerebrale. Da lì fu trasferito nell’ospedale di Salerno e operato il giorno successivo. Al termine dell’intervento lo abbiamo intravisto sulla barella ed è stata l’ultima volta”.

Da quel momento inizia per Orfina e i suoi figli una lunga e drammatica via crucis fatta di due telefonate sbrigative al giorno con i medici e tanto silenzio. “Il 7 febbraio, uno spiraglio di luce all’orizzonte. La solita fredda telefonata dei medici ci comunica che Salvatore ha aperto gli occhi, da coma profondo a coma vigile. Da quel momento si alimentano le speranze. Salvatore sarebbe tornato a casa, non sapevamo in quali condizioni ma sarebbe tornato da noi, vivo. Continuavo a chiedere di poterlo vedere. Ero certa che in quel momento la mia presenza lo avrebbe aiutato. Ho pregato i medici di farmi entrare, mi sarei sottoposta a tampone, avrei indossato tutte le protezioni. Ma non ci fu modo”.

Il 16 marzo alle 23.50 una telefonata avvisa Orfina che il suo sposo non c’è più. Ma oltre il danno, la beffa, si deve dire. “Signora, potrà venire domani mattina la sala mortuaria apre alle 7”. “Ciò che ho visto l’indomani è un uomo irriconoscibile. Ho voluto raccontare il prezzo che ha pagato mio marito, i miei figli ed io alla pandemia, che non ci ha colpiti direttamente ma ci ha tolto la possibilità di accompagnare, sostenere Salvatore negli ultimi momenti della sua vita. Tutto questo non è giusto. È stato disumano. Chiedevo un gesto di misericordia e invece il virus ci ha tolto la dignità davanti al dolore e alla morte”. 


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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