I costi della “mentalità contraccettiva”

pillole

di F.C. medico obiettore

I costi di alcuni farmaci per la terapia del dolore sono molto cari e non sono assicurati dallo Stato. Mentre molti pazienti sono costretti a pagarsi da soli l’unico rimedio al loro dolore, in paesi come la Francia lo Stato copre anche le spese anticoncezionali. Per la serie: meglio il sesso infecondo che alleviare la sofferenza di una persona.

L’ambulatorio di terapia del dolore è un ambulatorio affascinante: ci si recano persone che soffrono da anni. Questi pazienti, quando arrivano, solitamente non nutrono molte speranze. Sono stati visitati da una miriade di specialisti diversi, hanno effettuato tanti esami diagnostici e seguito diverse terapie per alleviare la loro sofferenza. Nonostante ciò hanno dovuto imparare a convivere con questo dolore che ormai accompagna la loro vita. In ambulatorio nessuna magia, soltanto approcci terapeutici appropriati che, poco alla volta, migliorano la condizione fino a migliorare radicalmente la qualità della vita. È da tempo che mi chiedo perché in tutta la Campania centri di terapia del dolore si contano sulle dita di una mano.

Oggi a visita la signora Greta (nome di fantasia): ha il diabete che le ha causato la necrosi (degenerazione completa) delle dita dei piedi ed è stata perciò sottoposta ad amputazione. Quello che però non si sa è che anche dopo amputate, le dita fanno male. Questa sindrome si chiama “Sindrome dell’arto fantasma”. Con una buona terapia questo dolore tuttavia è controllato. 

Oggi ci ha fatto una richiesta importante: “Per favore posso assumere un dosaggio più basso del Lyrica? Quello che mi avete prescritto costa molto”. Controllo i listini e noto una paradossale differenza di prezzo: il Lyrica 100 mg costa 32 euro, mentre quello da 75 mg 7 euro.

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Mi chiedo non solo il perché di questa differenza ma soprattutto perché una paziente con queste patologie non abbia un’esenzione capace di assicurarle una terapia del dolore fatta per bene. Dopo circa cinque minuti leggo una notizia interessante: dal 1° gennaio 2022 la Francia assicura la copertura delle spese per la contraccezione per le donne fino ai 25 anni. Il costo stimato per tale misura è pari a circa 21 milioni di euro l’anno.

Mi sembra strana una notizia del genere proveniente dalla Francia, uno stato che ha un sistema sanitario “mutualistico”, che in poche parole non copre tutte le spese sostenute per le cure dai propri cittadini. 

Questa scelta è una chiara legenda delle priorità di uno Stato: nonostante la Francia sia, come gran parte dei Paesi dell’UE, colpita da un’inesorabile crollo delle nascite, la priorità resta favorire il dilagare di una mentalità contraccettiva.




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