3 Dicembre 2021

Genitori liberi? No, sempre più orientati…

Dopo gli studenti o meglio contemporaneamente agli studenti bisogna convincere i genitori e i docenti. Parola di Gay Help Line che ha pensato bene di organizzare un corso di attività formativa rivolta ai genitori e ai docenti degli studenti. Il titolo del corso online è: “Liberi di… conoscere e riconoscere le differenze” dove la suddetta associazione afferma di mettere «a frutto l’esperienza in ambito educativo, nella mediazione familiare e nei contesti scolastici e organizza un ciclo di formazione di sei incontri per genitori, personale scolastico, figure educative e sportive». Il corso gode della partnership di Agedo Roma, CESP e Arcigay Sport.

Tanto di cappello all’industria lgbt. Una strategia sottile e invasiva studiata a tavolino. Altro che libertà di pensiero. Qui si gioca di fino. Ho cercato di riempire il modulo per accedere ad un colloquio preliminare previsto – che poi non ho capito a che serve, forse ad evitare di trovarsi davanti a persone che la pensano diversamente – e oltre ai dati standard mi sono sorpresa di vedere come dati obbligatori anche il «genere» e l’«orientamento sessuale». A cosa serve sapere agli organizzatori le mie preferenze sessuali?

Nel questionario poi ci sono domande davvero capziose: «Quanto è importante per i ragazzi sapere chi sono e sentirsi liberi di essere se stessi oltre la conformità di genere e di orientamento sessuale? Oltre i pregiudizi e gli stereotipi che li chiudono e li costringono? Cosa succede se mio figlio di 13 anni passa più tempo con le amiche che con gli amici? Se mia nipote ha 14 anni e indossa una maglia larga e una borsa arcobaleno? Che succede se nella mia classe un alunno si rifiuta di utilizzare il bagno dei maschi? Se quest’anno nella squadra che alleno due ragazze si sono legate e i genitori delle compagne sono venuti a protestare?».

Poi c’è l’omelia sul “coming out”, atta a suscitare sensi di colpa: «In assenza di informazioni e strumenti adeguati in genitori e parenti prevale la preoccupazione e la sofferenza, che sono la premessa per la mancanza di comprensione e la sfiducia. I pregiudizi prendono il sopravvento e il vissuto dei propri figli viene etichettato come “un errore”. Le aspettative sui propri ragazzi sembrano compromesse. Il risultato è un senso di profondo isolamento, che nelle situazioni peggiori porta al rifiuto e alla convinzione che repressione, medicalizzazione e violenza possano “correggere” delle devianze. Spesso queste reazioni si presentano in sequenza, come fasi di un’escalation drammatica che si scherma dietro il dovere/diritto all’educazione e che invece legittima la violenza».

Conclusione? Genitori poco preparati attirati nella trappola dell’indottrinamento. Docenti ridotti a fare da cassa di risonanza alle istanze lgbt. L’omotransfobia rientra dalla finestra e con buona pace di tutti e in barba alla libertà di pensiero tra pochi anni ci ritroveremo a pensare come difendere chi non la pensa come loro. La vera sfida, se vogliamo davvero aiutare i ragazzi disorientati da un punto di vista sessuale e i loro genitori non è aiutarli ad accogliere silenti i gusti di un figlio adolescente ma investire su una seria e attenta formazione all’affettività e alla sessualità, scevra da posizioni ideologiche, fondata su tesi scientifiche e soprattutto che garantisca la partecipazione di più voci differenti. Altrimenti questo si chiama indottrinamento e sfido a dimostrarne il contrario.


Vai all'archivio di "Con gli occhi della fede"




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

ANNUNCIO

Vai all'archivio di "Con gli occhi della fede"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.