“Reinventare l’amore” ritrovando il valore perduto dell’eterosessualità

Mona Chollet

Mona Chollet (DeuxPlusQuatre, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons)

In Francia spopola il libro di Mona Chollet giornalista di “le Monde diplomatique” che si intitola “Reinventer l’amour”. Di cosa si parla? Di famiglia, di donne e di… eterosessualità.

Stanno per arrivare i giorni che ci portano direttamente nella grotta di Betlemme, il centro pulsante di tutti i presepi del mondo. E lì c’è la famiglia riunita. Senza comfort ma con ciò che conta, anche umanamente parlando. La relazione d’amore famigliare sostiene tutto, persino nella povertà. La stragrande maggioranza delle persone vive e desidera vivere la relazione famigliare con il padre, la madre, i figli, i nonni e le nonne, cugini, zie… solo una piccola minoranza della moderna “intellighenzia” si affanna a smontare tutto e a proporre quella che Papa Francesco chiama colonizzazione ideologica.

La gran cassa della televisione e di certa stampa spinge a più non posso per introdurre una visione nuova della famiglia, dei rapporti famigliari e della visione di se stessi come uomini o donne. Basta con gli stereotipi, dicono. Si riferiscono ovviamente anche al magistero della Chiesa cattolica. Ma naturalmente non riusciranno a stravolgere il comune vissuto. Qualche cosa si muove anche in ambito laicista. Sta avendo, per esempio, un insperato successo di vendite nella laica Francia l’ultimo libro di Mona Chollet giornalista di “le Monde diplomatique” (mensile di sinistra e anche un po’ radicale), femminista. Anni addietro fu autrice di un volume di “elogio delle streghe moderne”, cioè le donne libere, tradotto anche in Italia. Il nuovo libro, edito da Zones, si intitola Reinventer l’amour. Il sottotitolo, “comment le patriarcat sabota les relations héterosexuelles” (come il patriarcato distrugge le relazioni eterosessuali) può trarre in inganno. 

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Il sottotitolo serve per richiamare i lettori perché nel libro l’autrice esalta la sanità (nel senso di “sano”) e la “normalità” dell’amore eterosessuale e della forma che esso prende, cioè la famiglia. Se questa forma di relazione oggi è in crisi, secondo la Chollet più che del patriarcato è responsabilità anche della donna, “una creatura sentimentale e dipendente, scrive lei, dalle domande tiranniche, che investono eccessivamente la sfera affettiva e amorosa”. Parole che sembrano benzina sul fuoco tanto che il recensore del “Figaro”, Madeleine Meteyer, la paragona alla “misoginia” del romanziere Henry De Montherlant, di destra e omosessuale che appunto disprezzava le donne.

Non soddisfatta la Chollet scrive che, a dispetto delle difficoltà, la relazione amorosa eterosessuale monogamica è quella che rende più “stabili e sereni”. Tanto che a un certo punto cita un’altra paladina del femminismo, Marguerite Yourcenar, e il suo elogio della donna in cucina poiché “è una forma di amore” e questi sentimenti di “tenerezza”, propri dei cromosomi femminili, “non devono andare perduti in favore di una carriera”. Gli studi che per tanti anni sono stati fatti proprio sulle relazioni famigliari confermano che la relazione eterosessuale monogamica porta stabilità e sicurezza nei figli /figlie, che poi daranno origine alle famiglie del futuro. Insomma guardando la grotta di Bethlehem tutto diventa più chiaro.




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Gabriele Soliani

Gabriele Soliani, nato a Boretto (Reggio Emilia) il 24-03-1955. Medico, psicoterapeuta, sessuologo, adolescentologo, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine. Libero professionista. Ha collaborato per 9 anni al Consultorio Familiare diocesano di Reggio Emilia. Sposato con Patrizia, docente di scuola superiore. Vive a Napoli dal 2015. Ministro della Santa Comunione e Lettore istituito.

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