Per questo Natale, tre consigli per educare alla purezza

coppia

Dobbiamo avere il coraggio di parlare di sesso ai nostri ragazzi prima che lo faccia il mondo con le sue bugie. Ho incontrato un gruppo di tredicenni in piena tempesta ormonale. Non mi sono risparmiata nulla. Alla fine? Mi hanno chiesto di tornare a trovarli.

Qualche giorno fa, un sacerdote mi ha chiamato in una parrocchia della mia diocesi per parlare di sessualità e purezza ai ragazzi che quest’anno riceveranno la Cresima. Quando tengo questo tipo di incontri, mi piace partire dai ragazzi stessi, capire cosa sanno già e mettere in chiaro che “non c’è motivo di vergognarsi: abbiamo tutti un corpo sessuato… la sessualità è un tema che ci riguarda tutti. Non dobbiamo avere paura di dire quello che pensiamo, né di fare domande”.  A dire il vero, queste parole le dico innanzitutto a me stessa. A tredici anni, c’è il ragazzino che ancora gioca con i dinosauri e quello che fa già battute ammiccanti sulle sue compagne; vedi la ragazzina che indossa il giubbetto di Hello Kitty e quella che ti parla degli attori con cui “vorrebbe andare almeno per una volta”. Non è mai semplice fare un discorso che vada bene per tutti, con questa disomogeneità. Non è semplice a volte nemmeno per me vincere l’imbarazzo e parlare di questa realtà meravigliosa ma comunque delicata e che richiede linguaggi diversi in base al tipo di uditorio. Eppure, anche stavolta, il dialogo è stato più profondo di quanto potessi pensare. I ragazzi sono stati partecipi, interessati, acuti. Ho imparato molto dai loro commenti, dalle loro domande, dal loro desiderio di bene. E ancora una volta ho pensato: il cuore puro dei ragazzi è un tesoro da preservare, dobbiamo averne cura! Vorrei lasciarvi, per questo Natale, 3 insegnamenti che porto con me da quell’incontro. Tre spunti proprio per avere cura della purezza dei ragazzi…

1) I ragazzi che provocano e che si mostrano più scettici sulla purezza, spesso, in fondo al cuore sognano qualcosa di grande: cogliamo quel desiderio e seminiamo speranza nell’amore! 

C’era una ragazzina che faceva battute sugli attori, che diceva, scherzando: “Se un attore di Hollywood ci prova con me, che faccio, gli dico di no?”, senza moralizzare, ma scherzando a mia volta, le ho risposto che sia lei, sia l’attore meritavano qualcosa di più che una giornata di passione. Le ho spiegato cosa pensavo io dell’amore, cosa cercavo in uomo, e lei, con uno sguardo sorpreso, mi ha chiesto: “Ma dove lo trovi un uomo così?”, al che ho potuto dirle che io lo avevo trovato e che anche lei poteva aspirare a tanto. Mi ascoltava con molta attenzione e mi faceva sempre più domande. Se prima scherzava, ora si era fatta seria. Anzi, mi aveva presa sul serio. Alla fine dell’incontro, mi ha chiesto se potevo ritornare un’altra volta, perché l’incontro era stato “molto interessante”.

2) I ragazzi hanno bisogno di riflettere sul loro corpo: purtroppo, lo danno per scontato. Quando qualcuno li fa ragionare, capiscono che è un dono prezioso!

Una delle domande che ho fatto ai ragazzi quel giorno è stata: “Quanto valore date al vostro corpo?”. Qualcuno ha risposto che non dava importanza al proprio corpo, qualcuno non capiva neppure la domanda. Qualcun altro mi ha detto: “Il corpo non conta poi così tanto, è la mente la cosa più importante”. A quel punto, ho potuto farli riflettere sul fatto che se non avessero avuto un corpo, non avrebbero mai potuto dirmi che il loro corpo non era importante. Senza un corpo – quello della loro madre – non sarebbero mai venuti al mondo. Siamo arrivati alla conclusione che il corpo non è qualcosa di scontato, è un dono prezioso, perché ci permette di esserci in questo mondo! E se è così prezioso, possiamo sprecarlo o donarlo a qualcuno che non ha cura di tutta la nostra persona?

Leggi anche: Il sesso? Occasionale, per amore, nel matrimonio: ma qual è il valore del sesso in sé?

3) I ragazzi hanno bisogno di sapere che circolano delle bugie sul sesso prima che le incontrino…

Avevo portato con me il libro Casti alla meta. 50 sfumature dell’amore vero (Mimep Docete, 2020). I ragazzi non sapevano che lo avessi scritto io (e una volta saputo, con lo stupore tipico dell’età, hanno esclamato “wooow”: è sempre bello presentare i miei libri a dei ragazzi di 13 anni, tirano fuori un entusiasmo che gli adulti si sognano). Ebbene, quando ho spiegato i motivi per cui lo avevo scritto, ho detto loro: “L’ho scritto perché quando ero poco più grande di voi, ho creduto a troppe bugie sul sesso e ci tengo a farle conoscere, cosicché altri ragazzi possano non cascarci…”. “Tipo?”, mi ha domandato qualcuno. “Che bugie?”, ha chiesto qualcun altro. “Ad esempio mi è stato detto che non era importante quello che facevo col mio corpo… che quello che importava era fare esperienze… Ma ho scoperto che solo l’amore rende bello il sesso…”. I ragazzi mi guardavano interessati, regnava uno strano silenzio (un silenzio partecipato che – a detta del parroco – non si era visto spesso da quelle parti). I ragazzi volevano saperne di più: era come se sentissero che, in qualche modo, quel discorso li riguardava o li avrebbe riguardati molto da vicino. 

Quello che mi sento di dirvi, oggi, è che noi educatori non possiamo lasciare un vuoto su questo tema: dobbiamo avere il coraggio di spiegare che il corpo è sacro, che il sesso può essere un modo meraviglioso per dire “ti amo” e che la purezza è una cosa bellissima, a differenza di ciò che il mondo propone. E il momento per iniziare è proprio questo: a 13 anni i loro occhi sono puntati su di noi. Ci ascoltano ancora. Magari, crescendo, faranno scelte diverse. Il mondo grida forte e forse per un po’ lo seguiranno, ma pensando alla mia esperienza, posso dire che se queste parole sono state seminate, al momento opportuno, Dio potrà farla risuonare dentro di loro.




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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.

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