7 Gennaio 2022

Bambini, internet e pedopornografia… non lasciamoli soli

Altro merito di questa terribile pandemia? I casi di adescamento online a danno di minori sono aumentati. Protect Children, una organizzazione no profit finlandese, ha pubblicato a settembre un sondaggio agghiacciante. L’analisi si è basata sulle risposte di oltre 10mila persone da tutto il mondo, che hanno visto online abusi su minori. Il 70 per cento degli intervistati ha visto per la prima volta materiale pedopornografico quando aveva meno di 18 anni. Di questi, il 40 per cento aveva meno di 13 anni quando è stato esposto per la prima volta a immagini illegali di bambini. Inoltre un terzo degli “spettatori” ha affermato di aver tentato di contattare direttamente i bambini interessati.

Uno dei dati più raccapriccianti è l’età media dei ragazzi accusati di reati gravi: 15 anni. “È assurdo pensare che gli stessi minori non aiutino gli stessi minori – commenta Di Noto – è in corso una ipersessualizzazione dei ragazzi, una ‘digitalizzazione sessuale’ come la chiamo io, e non c’è la percezione del danno che queste forme comunicative stanno arrecando. I guru della comunicazione già dieci anni fa dicevano che non abbiamo capito l’entità dei danni che stiamo facendo al cervello dei bambini”. Per raggiungere i trasgressori il sondaggio è stato inserito nel dark web, in modo che gli utenti potessero compilarlo senza timore di essere rintracciati dalla polizia.

La tentazione è di chiudere gli occhi e girare lo sguardo da un’altra parte. Ma non possiamo e non dobbiamo farlo. Si parla poco, troppo poco di questo abominio. C’è chi ha paura di restare sconvolto da una notizia, c’è chi è indifferente perché pensa che è un male che non lo riguarda, c’è chi, indignato, fa qualche considerazione su una Chiesa che non dà il permesso ai preti di sposarsi. E intanto? Intanto ogni giorno, anche mentre scrivo, centinaia di bambini, anche neonati, vengono abusati e marchiati a vita da adulti chiamati a proteggerli e che diventano i loro aguzzini, i loro carnefici.

Da genitore non posso distogliere lo sguardo, sono obbligata a vedere e sono grata a chi come don Fortunato e i suoi collaboratori hanno consacrato la loro vita per combattere, estirpare, condannare e lenire le ferite delle vittime di questi abomini. Tutelano, ascoltano, proteggono e agiscono. È un dramma che richiederebbe più attenzione a diversi livelli. Dalla politica ai media, dalla scuola alla pastorale. Ciascuno è chiamato a fare la sua parte. Bisogna che ci sia una chiara presa di coscienza del male. Il male provoca sofferenza, mutismo, indignazione ma è necessario conoscerlo per combatterlo ed estirparlo.

In un comunicato pubblicato dalla polizia postale si legge che “i genitori devono favorire una comunicazione aperta con i figli, spiegando loro l’importanza di non rivelare la propria identità in rete e affiancarli nella navigazione, in modo da capire quali sono i loro interessi e dando consigli sui siti da evitare. Inoltre è consigliabile collocare il computer in una stanza centrale della casa piuttosto che nella camera dei ragazzi, e stabilire delle regole su quanto tempo possono passare davanti al computer, così da limitare di fatto l’esposizione ai rischi della rete”. Non lasciamoli soli.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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