L’aborto, una causa di morte per cui nessuno cerca un rimedio…

bimbo

(Foto: Mopic - Shutterstock.com)

Sono 42,6 milioni le vite spezzate dall’aborto, solo nel 2021. Una vera e propria ecatombe che nessuno sembra voler evitare. Ci siamo talmente assuefatti da averlo accettato come un male possibile?

Gli aborti nel mondo in tutto il 2021 sono stati 42,6 milioni. Il dato, decisamente inquietante, è stato fornito dal sito Worldometer.info, specializzato nell’elaborazione di indici di fenomeni globali di ogni tipo. I contatori offrono in tempo reale la progressione – tra gli altri – della popolazione mondiale che si aggira intorno agli 8 miliardi, della spesa sanitaria o delle email inviate, cifre elaborate sulla base di dati reali forniti dai Paesi e dalle istituzioni internazionali e elaborati con sofisticati modelli matematici. 

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Nel database è inserito anche il dato sulle interruzioni di gravidanza, che al 31 dicembre ha fatto segnare a livello planetario una cifra molto superiore alle altre cause di morte: 13 milioni le malattie trasmissibili, 8,2 milioni il cancro, 5 milioni il tabagismo, 3 milioni e mezzo il Covid, 1,7 milioni l’Aids, 1,3 gli incidenti stradali, 1,1 i suicidi. Non c’è che dire l’aborto è in pole position anche se va segnalato che gli aborti risultano in calo rispetto agli anni precedenti, ma solo perché bilanciati dagli aborti chimici che avvengono nelle mura domestiche

Ormai non c’è alcun dubbio sul fatto che il bambino nel grembo sia una vita umana, la Scienza se non lo dice apertamente, non può che tacere dato che i sofisticati strumenti a disposizione oggi come oggi, rivelano una vita uterina degna di tutto rispetto. Eppure non c’è un bollettino quotidiano per i bambini abortiti. Non c’è qualcuno che ci straccia le vesti, qualcuno che cerchi una soluzione per fermare questa ecatombe. Ci siamo abituati a questo fenomeno, lo abbiamo accettato come un “male possibile” tanto da non fare più nulla per evitarlo. 

La società civile potrebbe fare tanto per questi bambini, per non parlare della comunità scientifica che sa bene qual è la verità. Se davvero avessimo a cuore la vita umana, come tanto spesso sento dire in giro, dovremmo avere il coraggio di ammettere che 42,6 milioni di persone sono morte senza aver potuto mai vedere la luce, nella indifferenza generale delle istituzioni che, dopo aver promulgato una legge (antiquata e obsoleta) non hanno fatto nulla per aiutare le madri a far nascere i propri figli. Nulla per impedire il massacro, salvo lanciare allarmi sulla crisi demografica a cui non corrispondono misure concrete di sostegno alla famiglia e alla vita.Dal mio punto di vista l’idea stessa dell’aborto è un virus altamente contagioso che si va estendendo approfittando dell’anestesia a cui abbiamo sottoposto la mente e che spesso ci impedisce di ragionare. Come riferisce l’autorevole sito francese di informazione bioetica Genetique.org, nel mondo si allunga la lista dei Paesi che aderiscono all’interruzione volontaria della gravidanza. Nel 2021 si sono aggiunti Benin, Messico, Laos, Gabon e San Marino, mentre il Parlamento francese il 19 gennaio discuterà l’estensione delle settimane di gravidanza nelle quali è possibile abortire. Solo la scorsa estate il Parlamento europeo aveva adottato il Rapporto Màtic che esortava a rendere l’aborto un diritto universale e a ridurre l’obiezione di coscienza. Solo negli Stati Uniti gli aborti sono oltre un milione l’anno. In Italia l’ultimo rapporto ufficiale parla di 67.638 interruzioni di gravidanza nel 2020. Cifre impressionanti da far impallidire il Covid.




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Ida Giangrande

Ida Giangrande, 1979, è nata a Palestrina (RM) e attualmente vive a Napoli. Sposata e madre di due figlie, è laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Napoli, Federico II. Ha iniziato a scrivere per il giornale locale del paese in cui vive e attualmente collabora con la rivista Punto Famiglia. Appassionata di storia, letteratura e teatro, è specializzata in Studi Italianistici e Glottodidattici. Ha pubblicato il romanzo Sangue indiano (Edizioni Il Filo, 2010) e Ti ho visto nel buio (Editrice Punto famiglia, 2014).




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1 risposta su “L’aborto, una causa di morte per cui nessuno cerca un rimedio…”

GRAZIE IDA GIANGRANDE, grazie a chi ,come te , difende la VITA. La DISINFORMAZIONE e la stupidità ,sono opprimenti:
A venti settimane di gravidanza non è aborto ma è già
PARTO PREMATURO! IN qualsiasi tempo uccidiamo una
persona!

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