28 Gennaio 2022

Preti con le mani sporche di Vangelo

Qualche giorno fa, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario il procuratore generale di Napoli, Luigi Riello aveva lanciato un duro monito: «I preti devono essere uomini di fegato. Via i don Abbondio dalle parrocchie, altrimenti continueremo a vedere lo sconcio di mani grondanti di sangue che danno offerte che alcuni accettano». “Don Battaglia”, arcivescovo di Napoli, ha risposto con una lettera indirizzata “agli uomini e alle donne con le mani sporche di vangelo” che merita di essere letta tutta d’un fiato.

Con afflato di padre che non ha paura di guardare in faccia la realtà, il Vescovo di una delle Diocesi più belle, antiche e difficili d’Italia, distintosi per azioni chiare e precise riguardo alla camorra pur se la sua esperienza episcopale è relativamente breve, mette in luce “una storia nascosta e silenziosa, per nulla appariscente, poco visibile agli occhi degli uomini e ai riflettori delle telecamere”.

Con lucida lealtà, non nascondendo la “chiassosa responsabilità per i silenzi di non pochi uomini di Chiesa dinanzi all’arroganza e alla prepotenza della camorra”, “don Mimmo” sente la necessità di dire grazie. Grazie ai “preti che in certi territori dove l’unica legge sembra essere quella della sopraffazione e della violenza hanno fatto delle loro parrocchie avamposti credibili e autorevoli in difesa della dignità umana”.  Grazie ai religiosi e alle religiose “che non si limitano ad aspettare il ritorno del figliol prodigo, ma gli stanno dietro, seguono i suoi passi, non gli danno tregua nel ricordargli lo sperpero che sta facendo della sua vita”. Preti insomma “con le mani sporche di vangelo”.

A questi uomini Battaglia chiede di essere spronato “se doveste accorgervi di una mia eccessiva prudenza dinanzi alle lacrime innocenti della prepotenza mafiosa e di trasmettermi la vostra “parresia” se anche io talvolta dovessi girarmi dall’altra parte, e di accompagnare e sostenere i passi di quei nostri confratelli che non poche volte continuano a preferire la neutralità alla profezia e il silenzio rassicurante allo scomodo grido di libertà che viene dal Vangelo”.

Non basta denunciare, abbiamo bisogno di testimonianze che sappiano parlare, di uomini e donne disposte a cambiare il corso della storia non in nome di un generico impegno sociale, anche questo importante ma non quello richiesto agli uomini di Chiesa. È il Vangelo che lo chiede, la fede che lo esige, la vita eterna che lo impone. Battaglia chiede un clero appassionato e profetico come il suo Maestro. Mi sembra di raccogliere finalmente tracce di un Sinodo che profuma di pagine, quelle infuocate e insanguinate degli Atti degli Apostoli.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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