Sergio Mattarella, il padre di famiglia di cui abbiamo tutti bisogno

Sergio Mattarella

Foto derivata da: Quirinale.it, Attribution, attraverso Wikimedia Commons

Sergio Mattarella di nuovo al Colle. Ma perché? Un uomo affidabile, di altissimo profilo, ma soprattutto uno sposo e un padre con profonde radici cristiane. Saranno forse queste le sue ricchezze più grandi?

Abbiamo tutti bisogno di una figura paterna che ci faccia sentire rassicurati, che ci guidi, che garantisca saggezza, esperienza, compostezza e… fede. Sono le tre caratteristiche che personalmente ritrovo in Sergio Mattarella, da poco rieletto alla Presidenza della Repubblica Italiana. 

Tutti festeggiano la sua riconferma anche Piazza Affari. A Milano è in calo lo spread tra BTp e bund. Lui con quei suoi occhi cerulei sembra essere riuscito a mettere d’accordo un po’ tutte le forze politiche anche se, certo, ciascuna ha avuto i suoi interessi nel riportare Mattarella al Colle. Primo fra tutti? Lasciare Draghi al suo posto ed evitare una nuova crisi di governo in un periodo in cui di instabilità ne abbiamo fin troppa. 

Sarà stata la scelta giusta? Solo il futuro potrà dircelo, per il momento noi non possiamo che leggere il presente con i suoi segnali chiari e inequivocabili. Sergio Mattarella, classe 1941, ha tanto da dire e da dare. Mi colpisce quella sua camminata elegante dal portamento serio e tranquillo che mi ha conferito una certa sicurezza anche nei momenti in cui di sicurezze non ne aveva nessuno. È un uomo che ha tanti titoli che lo definiscono sul piano professionale, primo fra tutti le sue radici cristiane, da qui forse partono le altre doti: il rigore, l’amore per le istituzioni, il rispetto delle regole, la sobrietà e quella spiccata concretezza che gli ha permesso di non cedere mai alle derive culturali del nostro tempo. Nonostante il suo alto profilo, Mattarella è un uomo estremamente normale, sarà questo il segreto del suo successo? La sua famiglia è molto discreta, ma quelle poche cose che sappiamo di lui ci aiutano a capire cosa davvero conta nella vita: un fratello ucciso dalla mafia, un padre di tre figli, uno sposo devoto e un vedovo innamorato. È sposato con Maria Chiazzese, scomparsa a causa di un tumore nel 2012. Ad accompagnarlo da allora è sempre stata la figlia, Laura. Durante un intervento al Quirinale in occasione della Giornata Nazionale della Ricerca sul Cancro disse: “Penso da tempo quando per seguire la persona a me più cara al mondo ho trascorso a più riprese numerose settimane in ospedali oncologici. Per tutte le persone in buona salute sarebbe auspicabile che ogni tanto trascorressero qualche giorno in visita negli ospedali perché il contatto con la sofferenza aiuterebbe chiunque a dare a ogni cosa il giusto posto nella vita”. Forse è proprio in casa sua, in quella palestra dell’amore che noi chiamiamo famiglia, che il Presidente ha imparato come fare politica.

Il Santo Padre, Francesco, ha accolta di buon grado la notizia del suo secondo mandato: “In questi tempi caratterizzati dalla pandemia, in cui si sono diffusi molti disagi e incertezze, specialmente nell’ambito lavorativo, ed è aumentata, insieme alla povertà, anche la paura, che porta a chiudersi in se stessi, il suo servizio è ancora più essenziale per consolidare l’unità e trasmettere serenità al Paese”. Lo scrive il Papa in un messaggio di auguri al rieletto presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Le assicuro la mia preghiera” dice. 

E anche il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale cattolica ha indirizzato un messaggio al Presidente: “Nel salutare rispettosamente e con viva soddisfazione la Sua rielezione a Presidente della Repubblica, in virtù di un voto a larga maggioranza del Parlamento in seduta comune, esprimo a nome della Chiesa che è in Italia l’augurio che il Suo mandato possa dispiegarsi all’insegna di quei valori di libertà e di solidarietà contenuti nella Carta costituzionale di cui Ella è sempre stato garante attivo e rigoroso”.
A noi non rimane altro che unirci al coro, sperando di trovare in quest’uomo acuto e brillante, la rappresentanza e la voce che meritiamo nello scenario culturale della nostra epoca. Auguri Presidente!




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Ida Giangrande

Ida Giangrande, 1979, è nata a Palestrina (RM) e attualmente vive a Napoli. Sposata e madre di due figlie, è laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Napoli, Federico II. Ha iniziato a scrivere per il giornale locale del paese in cui vive e attualmente collabora con la rivista Punto Famiglia. Appassionata di storia, letteratura e teatro, è specializzata in Studi Italianistici e Glottodidattici. Ha pubblicato il romanzo Sangue indiano (Edizioni Il Filo, 2010) e Ti ho visto nel buio (Editrice Punto famiglia, 2014).

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