Scienza

Il corpo umano… una sorpresa sempre nuova

DNA

pixabay

Esiste qualcosa che non serve nel corpo umano? No. Le ultime ricerche rivelano, infatti, novità sorprendenti. Il corpo appare sempre più come un grande mistero. 

Il corpo umano è una meraviglia ancora inesplorata per molti versi e il suo funzionamento non è certo il frutto del caso. Per questo ci definiamo “creature”. Un gruppo di scienziati italiani, coordinati dall’Università degli Studi di Milano, ha identificato per la prima volta un meccanismo fisiologico di molecole fino a pochi anni fa considerate “inutili”. 

Si chiamano molecole LINE1 ed erano considerate, con un termine sorprendente, Dna spazzatura, perché erano ripetute molte volte senza una funzione conosciuta. Hanno invece un ruolo importante: sono infatti capaci di attivare la risposta del sistema immunitario contro il tumore e aiutarlo a riconoscere ed eliminare le cellule cancerose. A scoprire l’attività svolta da queste molecole sono stati i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano in uno studio pubblicato su Nature Genetics accompagnato da un commento editoriale sulla stessa rivista scientifica.

La ricerca è stata coordinata da Beatrice Bodega, docente di Biologia molecolare e Sergio Abrignani, docente di Patologia generale, entrambi dell’Università degli Studi di Milano e dell’Istituto nazionale di Genetica molecolare «Romeo ed Enrica Invernizzi» E’ stato realizzato con l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e l’Humanitas University di Milano, il CheckmAb spin-off della Statale di Milano, il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, il Policlinico di Milano, l’ospedale San Giuseppe MultiMedica IRCCS di Milano (lo storico ospedale privato di Milano fondato nel 1874 dall’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, il Fatebenefratelli, in zona Sant’Ambrogio).

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«Il punto di grande novità del nostro lavoro è proprio quello di essere riusciti per la prima volta ad attribuire una funzione importante a certe sequenze del Dna umano (le molecole LINE1), per anni ritenute DNA spazzatura, e che invece ora sappiamo essere fondamentali per l’attivazione e la funzionalità delle cellule immunitarie, in particolare dei linfociti T, e possono diventare un target farmacologico in strategie innovative di immunoterapia» dice il Dottor Sergio Abrignani.

«Queste sequenze di Dna vengono trasformate in Rna in alcune cellule del sistema immunitario, i linfociti T quiescenti, dove agiscono da “freno molecolare” che impedisce ai linfociti di svolgere la loro funzione di difesa — spiega Beatrice Bodega —. La ricerca descrive come i linfociti T, quando vengono attivati, si liberano di questo “freno molecolare” con un sofisticato meccanismo (completamente nuovo e mai osservato prima) che consente ai linfociti di poter espletare le loro funzioni, tra cui quella di eliminare le cellule che vengono riconosciute come estranee». 

Il team di ricercatori milanesi ha dimostrato che è proprio la presenza anomala e inaspettata di questi “freni molecolari” nei linfociti intra-tumorali a sopprimere la loro attività immunitaria contro il cancro.  È dunque dimostrato che se togliamo con terapie sperimentali queste molecole soppressorie, i linfociti T si riattivano e sono in grado di uccidere le cellule tumorali.

Dice il dottor Bodega: «Riteniamo di aver identificato un potenziale nuovo bersaglio terapeutico da combinare alle immunoterapie odierne con anticorpi contro inibitori per risvegliare il sistema immunitario silente nel microambiente intra-tumorale, in modo che i linfociti T possano nuovamente riconoscere e distruggere le cellule neoplastiche». Una bella notizia. La meraviglia del corpo umano sorprende sempre e andrebbe insegnato nelle scuole a partire dalla materna.




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Gabriele Soliani

Gabriele Soliani, nato a Boretto (Reggio Emilia) il 24-03-1955. Medico, psicoterapeuta, sessuologo, adolescentologo, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine. Libero professionista. Ha collaborato per 9 anni al Consultorio Familiare diocesano di Reggio Emilia. Sposato con Patrizia, docente di scuola superiore. Vive a Napoli dal 2015. Ministro della Santa Comunione e Lettore istituito.

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