Cei: “Sentiamo il bisogno di imparare ad ascoltare in modo empatico”

(Foto: Rinelle / Shutterstock.com)

Cosa rappresenterà la Quaresima quest’anno? I Vescovi italiani: “Sono giorni in cui possiamo convertirci ad un modo di stare nel mondo da persone già risorte con Cristo”.

Sono oltre due anni di pandemia. Il mondo sembra aver cambiato volto, all’improvviso e senza preavviso. I Vescovi italiani nel loro consueto Messaggio, non hanno perso occasione per sottolineare l’importanza della Quaresima come tempo di conversione soprattutto in questo momento storico, tanto difficile per tante persone.

“la Quaresima di quest’anno porta con sé tante speranze insieme con le sofferenze, legate ancora alla pandemia che l’intera umanità sta sperimentando ormai da oltre due anni. Per noi cristiani questi quaranta giorni, però, non sono tanto l’occasione per rilevare i problemi quanto piuttosto per prepararci a vivere il mistero pasquale di Gesù, morto e risorto. Sono giorni in cui possiamo convertirci ad un modo di stare nel mondo da persone già risorte con Cristo (cfr. Col 3,1). La Chiesa come comunità e il singolo credente hanno la possibilità di rendere questo tempo un “tempo pieno” (cfr. Gal 4,4), cioè pronto all’incontro personale con Gesù”.

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Toccante è la tenerezza con cui i Vescovi sanno cogliere la voce dei più piccoli: «La prima fase del Cammino sinodale ci consente di ascoltare ancora più da vicino le voci che risuonano dentro di noi e nei nostri fratelli. Tra queste voci quelle dei bambini colpiscono con la loro efficace spontaneità: “Non mi ricordo cosa c’era prima del Covid”; “Ho un solo desiderio: riabbracciare i miei nonni”. Arrivano al cuore anche le parole degli adolescenti: “Sto perdendo gli anni più belli della mia vita”; “Avevo atteso tanto di poter andare all’università, ma adesso mi ritrovo sempre davanti a un computer”. Le voci degli esperti, poi, sollecitano alla fiducia nei confronti della scienza, pur rilevando quanto sia fallibile e perfettibile. Siamo raggiunti ancora dal grido dei sanitari, che chiedono di essere aiutati con comportamenti responsabili. E, infine, risuonano le parole di alcuni parroci, insieme con i loro catechisti e collaboratori pastorali, che vedono diminuite il numero delle attività e la partecipazione del popolo, preoccupati di non riuscire a tornare ai livelli di prima, ma nello stesso tempo consapevoli che non si deve semplicemente sognare un ritorno alla cosiddetta normalità».

Unica via possibile per recuperare uno sguardo di speranza sul futuro è: “Ascoltare in profondità tutte queste voci”. Ascoltare in modo empatico come fa Dio nella Bibbia, che ascolta il grido del Suo popolo e si muove a compassione. Tutto questo porterà poi ad una vera e propria “conversione” che è l’obiettivo della Quaresima.  




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