Negli Stati Uniti nessun “diritto all’aborto”… per il momento

Il Senato americano respinge il disegno di legge democratico per codificare il “diritto” all’aborto in tutti gli USA. La Corte Suprema sta riconsiderando in questo periodo la tristemente nota decisione Roe v. Wade che ha di fatto legalizzato l’aborto nel lontano 1973. Nel buio di questi giorni un piccolo raggio di speranza.

Messa in secondo piano dalle angoscianti e terribili notizie della guerra in Ucraina c’è un’altra battaglia che da decenni miete vittime innocenti. “Scarti” della società li definisce Papa Francesco e cioè i bimbi non voluti già dal grembo materno. Un piccolo sussulto questa volta: il Senato americano respinge il disegno di legge democratico per codificare il “diritto” all’aborto in tutti gli USA. Era un disegno di legge promosso dai Democratici nel settembre scorso con l’obiettivo di codificare il diritto all’aborto nella legge federale prima di una prevista decisione della Corte Suprema che potrebbe rovesciare la sentenza Roe v. Wade e limitare l’accesso all’aborto.

Il disegno di legge “Women’s Health Protection Act” non è infatti riuscito a raccogliere i 50 voti necessari per l’approvazione dopo che il senatore democratico Joe Manchin si è unito ai repubblicani all’opposizione. La Corte Suprema sta riconsiderando in questo periodo la tristemente nota decisione Roe v. Wade che ha di fatto legalizzato l’aborto nel lontano 1973. 

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Questo disegno di legge aveva lo scopo di assicurare che l’aborto rimanesse legale in tutti i 50 stati. Ora invece se i giudici ribaltassero Roe v. Wade altre leggi restrittive verrebbero attivate in 26 stati e i legislatori di altri stati potrebbero limitare o mettere fuori legge la pratica dell’aborto. I sostenitori e le sostenitrici dell’aborto (fino alla nascita!) non si arrendono e rilanciano la “battaglia” come loro la definiscono. La senatrice Patty Murray (del Distretto di Washington) ha detto: “Questo è il primo giorno. Non ci arrenderemo. Non andremo via. Non voglio tornare ai vecchi tempi in cui gli aborti avvenivano in modo non sicuro, le donne morivano. Continuerò a combattere e voglio che gli americani combattano con noi”. La famosa catena di cliniche Planned Parenthood sta rafforzando i centri logistici in tutto il paese per alleviare le spese di coloro che cercano aborti, aiutandoli nel trovare alloggio, trasporto, assistenza in denaro e cibo quando devono spostarsi per trovare una clinica che faccia aborti. Alexis McGill Johnson, presidente del Planned Parenthood Action Fund, ha detto che “la lotta continua al Congresso e negli Stati Uniti”. Con la solita frase che conosciamo: “Le persone meritano l’accesso all’aborto, indipendentemente dal loro codice postale o reddito. È inconcepibile che così tanti senatori statunitensi abbiano votato contro la salute e i diritti dei propri elettori”. “Mentre le camere legislative statali intensificano i loro attacchi aggressivi alle libertà riproduttive, abbiamo bisogno che i legislatori a tutti i livelli di governo si facciano avanti in questo momento di crisi”. La “crisi” dunque sarebbe difendere la vita nascente. In realtà sappiamo che cambierà ben poco perché saranno i singoli Stati americani a legiferare sull’aborto. Questioni complicate e lontane da noi in questi tempi bui, ma, come dice Papa Francesco: “Basta guardare un libro di embriologia per capire chi si sviluppa nel grembo della donna incinta”.




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Gabriele Soliani

Gabriele Soliani, nato a Boretto (Reggio Emilia) il 24-03-1955. Medico, psicoterapeuta, sessuologo, adolescentologo, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine. Libero professionista. Ha collaborato per 9 anni al Consultorio Familiare diocesano di Reggio Emilia. Sposato con Patrizia, docente di scuola superiore. Vive a Napoli dal 2015. Ministro della Santa Comunione e Lettore istituito.




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