Il sesso, l’illusione del piacere… e la ricerca dell’amore

Fare sesso subito è giusto? A cosa porta? La Chiesa ci vuole per caso tristi e frustrati? Oggi la storia di Maria, una ragazza combattuta tra la castità e il desiderio di avere tutto e subito.  

Una volta ho conosciuto una ragazza – la chiameremo Maria – proveniente da una famiglia cattolica, dove le era stato insegnato il valore della verginità e l’importanza di vivere il legame sessuale solo con suo marito, ovvero con l’uomo che l’avrebbe accolta senza “se” e senza “ma” per il resto dei suoi giorni.

A Maria – benché non ci avesse mai riflettuto molto –  tutto ciò è andato bene fino ai 20 anni circa, perché i ragazzi erano l’ultimo dei suoi pensieri. Amava lo sport, la musica, aveva molte amiche e si dedicava con profitto allo studio. Era una bellissima ragazza e riceveva anche varie proposte ad uscire, solo che, di fatto, metteva un muro tra lei e l’universo maschile. Aveva altre “priorità”. Un giorno, durante un corso di lingua, conosce Carlo, un ragazzo più grande di lei di dieci anni.

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Con Carlo Maria capisce per la prima volta cosa significhi essere “innamorati”. Iniziano a uscire, finché, dopo circa due mesi di conoscenza, si mettono insieme. È solo in quel momento che Maria inizia a pensare a come vuole vivere la sua vita affettiva e a chiedersi se intende davvero far suoi gli insegnamenti dei genitori o meno.

Maria e Carlo stanno insieme per circa tre mesi, lui la fa sentire desiderata e lei sta quasi per cedere quando, un giorno, lui le comunica che deve partire per il Portogallo, per motivi di lavoro. Lei non è pronta a seguirlo (stanno insieme da poco e poi deve finire ancora gli studi); così iniziano una relazione a distanza. Dopo due mesi dal trasferimento di lui, Maria e Carlo si lasciano: lui, infatti, ha iniziato a mostrarsi sempre più insofferente. Le fa capire che la vede “piccola”. Crede che abbiano obiettivi e tempi diversi… insomma, praticamente di punto in bianco, tronca il rapporto. 

Seguono per Maria mesi davvero difficili, nei quali si chiede, tra l’altro, se le cose sarebbero andate diversamente se lei avesse accettato di andare a letto con lui. “Quello è un legame importante, magari ci avrebbe unito…”, pensava. Sebbene sia stata una relazione breve e senza implicazioni particolari, da quel momento, per due anni circa, Maria non vuole saperne nulla di uomini: è ferita, delusa, e ha paura di rimanere male di nuovo, perciò evita ogni occasione per conoscere altri ragazzi. Un giorno, però, mentre si trova in vacanza a Praga con delle amiche, conosce, per caso, un ragazzo italiano, che alloggiava nel suo stesso hotel. Scoprono di essere entrambi toscani e iniziano a parlare come se si conoscessero da una vita. Nasce subito una bella simpatia, tanto che, ritornati dal viaggio, iniziano a frequentarsi, sebbene vivano in due città diverse, a circa un’ora di auto di distanza.

La loro storia sembra andare molto bene, finché non si ripresenta la questione sesso. Lei è ancora vergine, e non sa cosa fare. Da una parte gli insegnamenti dei genitori riecheggiano nella sua mente, ma dall’altra c’è lui, che ha avuto delle storie e non è più vergine. Dice di voler rispettare i tempi di Maria, ma al contempo le fa capire che sarebbe pronto per vivere l’intimità con lei e non vede l’ora, tra l’altro. Dopo circa un anno di relazione, i due decidono di avere rapporti. Tutto sembra andare bene finché Maria, ormai laureata, non comincia a tirare fuori la parola “matrimonio”, mentre lui preferirebbe una convivenza. Lei non vuole: è stata disposta a vivere con lui l’intimità, ma non intende fare le cose a metà. “O mi prendi sul serio, oppure io non ci sto…”.

Inizia una crisi forte per i due. Lui ha paura delle scelte definitive – per questo preferirebbe una convivenza – e non si sente neppure pronto per dei figli. Lei, invece, al contrario si sente pronta per entrambe le cose. A poco a poco il rapporto si raffredda e i due si lasciano. La delusione, stavolta, per Maria è ancora più grande. È dopo la fine con Maurizio che Maria inizia a pensare: “Se non faccio sesso finisce male, se lo faccio finisce male lo stesso…”. Dopo mesi dalla rottura, conosce un altro ragazzo, Mattia. E stavolta i due vivono l’intimità subito (“tanto se deve finire male, finisce male lo stesso: almeno vivo senza paranoie e mi godo quello che viene). Dopo nemmeno un mese di frequentazione, però, finisce anche con lui.

È in quel momento che Maria, la quale si credeva ormai libera e senza chiusure mentali, inizia a sentirsi in realtà ancora più sola e a rimpiangere la purezza perduta. Un giorno un’amica cristiana le consiglia di pregare la Madonna. Lei è un po’ scettica, ma, alla fine, inizia a recitare il Rosario tutti i giorni. Un pomeriggio, spinta da una grande nostalgia di Dio, entra in chiesa e trova un sacerdote piuttosto giovane. Gli si avvicina e gli chiede se può parlare.

È in quel momento che Dio le tocca il cuore. Attraverso il prete, Maria capisce che la sua vita è un dono preziosissimo e che deve preservarsi per la persona che vorrà accoglierla davvero. “La castità non è una punizione. – le dice il don – Non è che Dio ci vuole tristi e frustrati… è che il sesso, senza comunione, fa male. Il piacere ci illude, la gioia è un’altra cosa. Arriverà, ma continua a cercare l’amore. Solo quello. Perché spesso troviamo quello che cerchiamo…”.  Chi è Maria oggi? Una ragazza in ricerca, che continua a pregare la Madonna, e aspetta di scoprire quale dono Dio ha pensato per lei…




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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.

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