23 Maggio 2022

La forza del perdono

Possono una mamma e un papà perdonare chi ha ucciso il proprio figlio di quattro anni mentre giocava tranquillo insieme ai suoi amichetti nel cortile dell’asilo? La risposta richiede coraggio, il perdono richiede una forza e una fede che fa tremare la terra. Credo che sia tra le cose più difficili al mondo.

Quando si ama profondamente una persona e qualcuno fa male a quella persona, volontariamente o no, fino addirittura a procurarne la morte e quando questa persona è un figlio, un bambino che tutti definivano un angelo per la sua bontà e la sua dolcezza, il dolore ha una potenza che riusciamo solo lontanamente ad immaginare se non lo abbiamo provato in prima persona.

È da giorni che volevo scrivere qualcosa sulla vicenda che ha sconvolto tutti accaduta presso un asilo dell’Aquila la settimana scorsa ma non trovavo le parole. Come si fa a commentare una tragedia così inconcepibile. Sei bambini travolti da un’auto in corsa lasciata forse senza il freno a mano inserito su una salita mentre la proprietaria, una donna di 38 anni andava a riprendere le sue gemelline a scuola lasciando il figlio di 12 anni in macchina.

Il padre Patrizio D’Agostino, il papà del piccolo Tommaso che è morto poche ore dopo l’incidente in una intervista riportata dal quotidiano La Repubblica, in riferimento alla proprietaria dell’auto che si è sfrenata, ha detto parole che davvero dobbiamo ascoltare più che leggere: “È stata una fatalità, una disgrazia, la madre dei gemellini non c’entra nulla, non coltiviamo senso di vendetta nei confronti di quella donna. Sarà disperata quanto noi. Si vede che il Signore aveva bisogno di un angelo, e ha scelto Tommaso”.

E la donna di 38 anni di origini bulgare che vive e lavora a L’Aquila ormai da anni ha detto: “Siamo distrutti e addolorati. Chiediamo e chiederemo ancora scusa alla famiglia del povero Tommaso e dei bambini feriti. Mio figlio durante la corsa ha cercato di uscire dalla macchina sbattendo la testa dentro l’abitacolo. Io e tutta la mia famiglia non riusciamo a darci pace, questa tragedia ci segnerà per la vita. Le mie figlie hanno visto le drammatiche scene e sono sotto shock”.

In questa vicenda non ci sono colpevoli da scovare, c’è un dolore da accogliere, un perdono da far entrare. Patrizio e Alessia, i genitori di Tommaso avevano scelto di sposarsi in chiesa, in quella stessa parrocchia dove sono stati celebrati i funerali del loro tesoro, il 3 luglio prossimo, proprio nel giorno dell’onomastico del piccolo Tommaso. Il desiderio delle nozze era venuto dopo la nascita di Tommaso: “Lui si era fatto attendere. – raccontano – Ed era stato la gioia più grande, immensa”. Di questa gioia volevano ringraziare il Signore.

Dinanzi a questa tragedia, come tante altre che coinvolgono specialmente bambini ignari e innocenti, tante sono le domande. Tra tutte certamente c’è da chiedersi: perché il dolore innocente? Non ho risposte preconfezionate. Posso riportare le parole di Maria Letizia Tommasoni, la mamma di Marianna Boccolini morta in un incidente stradale a 18 anni: “Il 18 agosto 2010 mia figlia Marianna, appena 18enne, non è più rientrata a casa, per lo meno non fisicamente. Quel giorno il mio cuore è stato trafitto da una spada, come i vostri. Di fronte mi sono trovata a scegliere un percorso tra due strade divergenti. Potevo lasciare che la disperazione o la rabbia per non aver protetto la mia bambina o il rancore per chi si era reso responsabile, direttamente o indirettamente, della sua morte, mi facesse avvizzire il cuore e rendesse il mio dolore sterile. Oppure potevo rendere fertile quel dolore per dilatare il mio cuore, in una maternità ampliata, come fece Maria sotto la Croce”. Maria Letizia ha scelto la strada più difficile e ha scelto di restare una madre aperta alla fecondità.


Vai all'archivio di "Con gli occhi della fede"




Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

ANNUNCIO

Vai all'archivio di "Con gli occhi della fede"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.