24 Maggio 2022

“Amore senza lividi”: donne che ce l’hanno fatta

Ieri sera sono stata invitata alla presentazione di un libro molto forte: Amore senza lividi delle Edizioni San Gennaro, scritto a due mani da Chiara Nocchetti e Benedetta De Nicola. L’incontro è stato organizzato dal Mensile della Diocesi di Nocera – Sarno. Il testo raccoglie storie di “guerriere senza paura” come recita il sottotitolo. Donne cioè che hanno subito violenza e nonostante il grande dolore sono riuscite poi ad affrancarsi dai loro aguzzini.

Sono storie drammatiche. Non nascondo che ascoltando e leggendole a tratti mi sono dovuta fermare per respirare e qualche volta ho avuto l’istinto di chiudere perentoriamente il libro. Di non proseguire. È doloroso accogliere da donna la sofferenza che raccontano le protagoniste. Ed è assurdo costatare che la violenza che queste donne subiscono purtroppo proviene da persone che esse pensano di amare o dalle quali si sentono amate.

Ma è l’unico modo per poter parlare di questo tema: raccontare storie e in modo particolare esperienze di donne che ce l’hanno fatta grazie all’aiuto di persone o associazioni che si occupano di questo. Nel caso specifico l’associazione Proodos onlus che lavora sul territorio campano con l’ausilio di professioniste del settore. Donne giovani e in gamba, delicate e determinate.

Tutte le storie raccontate dalle giovanissime scrittrici in prima persona, sono legate da un filo rosso molto sottile e proprio per questo subdolo e devastante: ogni uomo – il marito, il fidanzato, il nonno…- usavano delle espressioni rivolgendosi alle donne del tipo: “Tu sei mia, appartieni a me…”. Il senso di appartenenza è un aspetto molto bello dell’amore se vissuto in un’ottica di reciprocità. Appartenersi significa esclusività e totalità, significa costruire un’unità bella e feconda. Ma evidentemente nella violenza questa appartenenza invece denuncia un amore malato, un amore di possesso, la donna è vista come un oggetto di proprietà. E ciò addirittura porta a dei paradossi perché lo stesso uomo che ti dice: “Sei solo mia…”, è pronto anche a consegnarti nelle mani di altri aguzzini e di etichettare le proprie donne con definizioni irripetibili.

E poi c’è la violenza assistita cioè quella subita dai figli che sono costretti ad assistere a scene di violenza verbale o fisica tra i propri genitori. Gli effetti di tutto questo sono devastanti. Tanto che alla serata una donna ha testimoniato con grande coraggio le violenze subite ma anche il suicidio del proprio figlio di 16 anni.

Davanti a tutto questo non basta indignarsi, bisogna che ci siano azioni concrete della società civile ma mi permetto anche della comunità ecclesiale. C’è bisogno di un’educazione all’affettività, alla bellezza delle differenze (maschile e femminile), della reciprocità uomo-donna. Chi educa i giovani? Chi intercetta ed aiuta quei ragazzi che subiscono la violenza assistita? È necessario poi farsi i fatti altrui quando questo significa aiutare una donna ad uscire dalla solitudine della sua condizione di donna che subisce violenza. Tutti ne dobbiamo sentire la responsabilità e l’impegno.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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