“Dare voce a chi non ha voce”, l’appello del popolo per la Vita

La manifestazione del 21 maggio? Un abbraccio ai più deboli della nostra società, il bambino nel grembo, la sua mamma, le donne che hanno abortito, i sofferenti e morenti minacciati dalle ombre oscure dell’eutanasia-morte medicalmente assistita.

«Saluto quanti hanno partecipato a Roma alla manifestazione nazionale “Scegliamo la Vita”. Vi ringrazio per il vostro impegno a favore della vita e in difesa dell’obiezione di coscienza, il cui esercizio si tenta spesso di limitare. Purtroppo, negli ultimi anni c’è stato un mutamento della mentalità comune e oggi siamo sempre più portati a pensare che la vita sia un bene a nostra totale disposizione, che possiamo scegliere di manipolare, far nascere o morire a nostro piacimento, come l’esito esclusivo di una scelta individuale. Ricordiamo che la vita è un dono di Dio! Essa è sempre sacra e inviolabile, e non possiamo far tacere la voce della coscienza».

Così Papa Francesco ha salutato, all’Angelus di domenica 22 maggio, i partecipanti alla manifestazione Scegliamo la Vita, svoltasi a Roma sabato 21. Un saluto in linea con il senso e il contenuto della manifestazione che ha voluto “dare voce a chi non ha voce”

L’Angelus, incentrato sulla pace, si è concluso con un’esortazione: “La Madonna ci aiuti ad accogliere lo Spirito Santo per essere operatori di pace”. Non è un caso. Il 22 maggio in Italia è l’anniversario della legge sull’aborto la 194 del 1978, un anniversario triste, che il popolo della vita apre alla speranza, scegliendo la vita appunto.

Di nuovo, “se vuoi la pace difendi la vita”. Non c’è un altro modo. La Chiesa lo sa e lo dice. Il popolo della vita quindi è chiamato così ad essere “operatore di pace”. La Manifestazione del 21 maggio, organizzata da oltre 100 associazioni, in primis dal Family Day del prof. Massimo Gandolfini, che ne è stato il portavoce, ha voluto essere un primo passo verso la giusta direzione.

“Siamo scesi in piazza per organizzare una manifestazione per la vita e non in opposizione a qualcuno” ha dichiarato Gandolfini che ha lavorato con questo intento nei mesi precedenti. Cartelloni e striscioni tutti in positivo, un colore, un logo, una bandiera, quella della manifestazione e non delle singole associazioni.

E la manifestazione infatti è stata per la vita e per la donna. Un abbraccio, si potrebbe dire, per ribadire l’accoglienza incondizionata all’altro, ai più deboli della nostra società, il bambino nel grembo, la sua mamma, le donne che hanno abortito, i sofferenti e morenti minacciati dalle ombre oscure dell’eutanasia-morte medicalmente assistita.

Una festa di persone normali, famiglie, bambini, giovani, persone impegnate nel volontariato pro vita e non.

“La Manifestazione per la Vita è un evento che riunisce tutti coloro che difendono il diritto alla vita” si legge nel sito. Questo è un altro fine della manifestazione: creare unità anche tra associazioni differenti, con anime diverse, con stili diversi, a volte contrastanti, per un giorno, per la vita, per il bambino concepito, per la donna.

Le differenze, legittime, i disaccordi, i personalismi, per un giorno possono essere messi da parte perché la difesa della vita unisce, secondo lo “spirito” di One of Us, uno di noi. La Federazione Europea One of Us per la vita e la dignità dell’uomo, infatti, era tra i promotori. A rappresentarla cAna Del Pino, coordinatrice europea della Federazione, e Myriam Sciberras, presidente dei pro vita di Malta. Tra le associazioni promotrici e tra i partecipanti c’erano anche diverse religioni, in particolare, protestanti e musulmani perché, appunto, la vita unisce.

Scegliamo la vita è stata una manifestazione che ha visto come protagoniste le donne. Oltre all’intervento incisivo di Maria Rachele Ruiu, che ha affiancato Gandolfini come portavoce, sul palco ci sono state solo testimonianze di donne. E che testimonianze! Due donne che hanno avuto la libertà di scegliere la vita grazie ai Centro di Aiuto alla Vita e una che ha accolto la vita del figlio nonostante “non fosse compatibile con la vita” (le testimonianze si possono riascoltare qui: https://youtube.com/channel/UClMtHkh41YRrImAytRpJ51Q).

Donne che sono felici di esserlo, donne che non vogliono diventare uomini per sentirsi affermate, donne che non demonizzano gli uomini, che sanno che per un bambino sono necessari una madre e un padre.

“La voce delle donne in tutto questo riveste un ruolo del tutto speciale, perché esse sono le prime a sapere e le uniche ad avere il privilegio di vivere con il proprio figlio quell’ intimissimo abbraccio che chiamiamo gravidanza” ha detto Gandolfini, richiamando senza nominarla esplicitamente, l’iniziativa Cuore a Cuore del Movimento per la Vita.

Infine, “La vita e la famiglia sono di tutti. Non sono di destra né di sinistra” ha ribadito Gandolfini. Per questo motivo nessun politico è stato fatto intervenire e nessun politico poteva portare le insegne di partito. Chi ha partecipato lo ha fatto esclusivamente a titolo personale.

Il popolo della vita non è schierato con partiti politici, ma da un messaggio molto chiaro a tutta la politica, a tutti i partiti e a tutti gli uomini politici: scegliamo la vita perché “la vita e la famiglia rappresentano il fondamento di una società civile”. L’invito ai partiti è quello di andare oltre le ideologie soprattutto per queste tematiche.

Anche sotto questo aspetto la Manifestazione del 21 si allinea con le marce per la vita di Madrid e di Parigi: marce “per” e non “contro”, marce apartitiche, marce laiche.

Sceglie Tolkien Massimo Gandolfini per chiudere la Manifestazione, ripetendo le parole finali di GANDALF nella saga del Signore degli Anelli: «Altri mali potranno sopraggiungere, perché Sauron stesso non è altro che un servo o un emissario… il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni in cui viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, così da lasciare a coloro che verranno dopo, terra sana e pulita da coltivare. Poi toccherà a loro e il tempo che avranno non dipende da noi».

«Non possiamo far tacere la voce della coscienza» ha detto il Papa nel suo saluto, questa la sua consegna al popolo per la vita.

Prossimo appuntamento, sempre a Roma, il 20 maggio 2023.




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