13 Giugno 2022

L’amore e la felicità… secondo la fede

Quando noi amiamo una persona desideriamo che quella persona sia tutta per noi, se ci nasconde qualcosa per timore o per paura di mostrare un lato di sé che non potrebbe piacere, ci restiamo male, lo viviamo come un tradimento perché l’amore ha la capacità di trasfigurare anche le fragilità altrui. L’amore è luce, il nascondimento è tenebre. L’amore è luminoso, il tradimento è oscuro. L’amore trasfigura, il peccato sfigura. L’amore svela, e fa apparire tutta la bellezza e l’armonia, il peccato sotterra, tende a coprire con la menzogna e in questo modo impedisce di vivere la vera felicità.

Quando si ama veramente? Quando si è felici pienamente? Quando un uomo, una donna, possono dirsi di essere felici? Quando incontra il marito ideale o la donna ideale? Quando ha raggiunto una, due, tre lauree? Quando ha viaggiato e ha fatto tutte le esperienze del mondo? Quando ha un lavoro fisso, una casa propria, un’auto propria?

No. È felice veramente solo chi risponde alla sua vocazione! Solo chi comprende – e questo comporta fatica e sangue, lacrime e tradimenti – qual è la vocazione che Dio gli ha donato e la vive con fedeltà e totalità. Solo a queste condizioni può raggiungere la felicità. I surrogati, le mezze vocazioni, lo stare con due piedi in una scarpa generano sposi infelici, sacerdoti infelici, frati infelici, persone infelici…

Sarebbe davvero riduttivo fare della nostra fede una serie di norme da accogliere o meno. Due persone che si amano all’inizio del loro fidanzamento non scrivono un regolamento su come deve funzionare altrimenti salta tutto. L’amore non è un condominio che si basa sulla pacifica convivenza. C’è molto di più.

Purtroppo oggi, tutto quello che afferisce alla sfera privata sembra spesso terra di nessuno o meglio è lo spazio dove a fare da padrone è l’emotività, le pulsioni del corpo, i sentimenti. Vorrei subito dire una cosa a scanso di equivoci, i sentimenti, le pulsioni del corpo, il piacere, l’orgasmo non sono aspetti negativi della persona umana, non sono atteggiamenti che provengono dall’inquilino del piano di sotto. Tutt’altro sono doni di Dio. È Lui che ci ha creati ed è Lui che ce li ha donati.

Ma se noi assolutizziamo questi aspetti e non li inseriamo nel più grande progetto che Egli ha su di noi rischiamo di vivere a metà. Dio, la Chiesa, non vuole consegnarci norme morali quanto la mappa della felicità. Se noi riduciamo la fede ad una serie di precetti o di divieti, avremmo di molto abbassato la sua potenzialità. La depauperiamo di contenuto. E manchiamo di cogliere quella direzione e di praticare quel sentiero che ci conduce al centuplo già su questa terra.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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