16 Giugno 2022

Archie: tra il non più e non ancora

Charlie, Alfie e tanti altri…mentre leggo la sentenza del caso di Archie non posso non pensare a loro e ai genitori, al loro dolore, alla solitudine, ad una giustizia che definisce il valore di una persona a partire dal dato economico.

Archie Battersbee, 12 anni, il 7 aprile scorso è stato trovato dalla madre privo di coscienza nella sua casa a Southend, nell’Essex. Ha subito un danno cerebrale durante un incidente domestico, secondo la mamma legato a una sfida online. Da allora non si è più svegliato. O per dirlo con la madre non si è ancora risvegliato. Per i medici non ci sono più speranze di salvezza, è “altamente probabile” che il ragazzo sia “cerebralmente morto”. Così, lunedì 13 giugno un giudice britannico ha emesso la terribile sentenza: staccare la spina che lo tiene in vita. E non importa se la famiglia è contraria.

La sentenza dell’Alta Corte emessa dalla giudice Arbuthnot recita: “Autorizzo i medici dell’ospedale Royal London a cessare la ventilazione meccanica di Archie Battersbee, a estubarlo, a cessare la somministrazione di farmaci e a non tentare alcuna rianimazione cardiopolmonare su di lui quando cessa il battito cardiaco o lo sforzo respiratorio. I passi che ho indicato sopra sono legittimi”. E aggiunge: “Se Archie rimane sotto ventilazione meccanica, il risultato probabile per lui è la morte improvvisa e le prospettive di recupero sono nulle. Non ha piacere di vivere e il suo danno cerebrale è irrecuperabile. La sua posizione non migliorerà”.

La madre di Archie, Holly Dance, e il padre Paul Battersbee non sono d’accordo con l’ospedale né tantomeno con la sentenza della Corte Suprema e hanno annunciato di voler presentare appello, con il sostegno degli avvocati e di diverse associazioni, come il Christian Legal Centre. In una dichiarazione rilasciata alla BBC dopo la decisione del tribunale, la mamma ha detto: “Sono devastata ed estremamente delusa dalla sentenza emessa oggi dopo settimane di battaglie legali e intendo restare accanto al letto di mio figlio. Il mio istinto di mamma mi dice che Archie è ancora qui. Non basta una diagnosi di morte probabile. Il cuore di Archie batte ancora e lui mi ha stretto la mano” e ha aggiunto: “Finché non sarà questa la decisione di Dio, non accetterò che se ne debba andare. Sono successi miracoli, ci sono state persone guarite dalla morte cerebrale. Questo caso solleva importanti questioni morali, legali e mediche sul momento in cui una persona deve essere considerata morta”.

Qui siamo in presenza non di una mamma disperata che non vuole convincersi del dramma che sta vivendo ma di una giustizia, di una società, di un modo di pensare che crede di avere l’ultima parola sulla vita e sulla morte di un’altra persona. In nome di un potere acquisito, di una visione della persona in base alla sua produttività e in nome del risparmio economico per le cure verso queste persone. I professionisti (medici, giudici…) credono di agire nel maggior interesse di questo ragazzo ignorando completamente la volontà dei genitori. Noi preghiamo con loro e per loro. Dobbiamo guardare questi figli con i loro occhi. Sono gli occhi di Dio.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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