17 Giugno 2022

Dove metti il cuore

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,24-34)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro.Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre.
Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

Il commento

Non accumulate per voi tesori sulla terra” (6,19). Dopo aver distinto i tesori della terra da quelli del cielo e dopo aver mostrato che i primi, proprio quelli che contano agli occhi degli uomini non hanno alcun valore agli occhi di Dio, Gesù propone il suo insegnamento con frase che ha un valore proverbiale: “Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore” (6,21). Queste parole possono avere un’interpretazione etica e teologica. In primo luogo suonano come un ammonimento, come se dicesse: “Sta’ attento a dove metti il cuore”. Se infatti doniamo il cuore a persone o cose che non hanno valore, e quello diviene il nostro tesoro, tutta la vita viene sciupata. In questo caso siamo noi che scegliamo il tesoro. Possiamo però fare anche una lettura teologica: è Dio che sceglie il tesoro, Lui sa bene chi o che cosa impreziosisce la vita. Se ci fidiamo di Lui, se accogliamo la sua Parola come una luce, dobbiamo semplicemente orientare il cuore verso quel tesoro che Dio ha scelto per noi. In questo caso il tesoro è diverso da persona a persona. In questa prospettiva non siamo noi a scegliere il tesoro né siamo noi a conquistarlo con fatica. Dobbiamo semplicemente accogliere il dono di Dio, il tesoro è la grazia che Dio dona a tutti e a ciascuno.

Va’ dove ti porta il cuore”, diceva anni fa una scrittrice di successo. Il Vangelo invece suggerisce di orientare il cuore nel luogo dove Dio ha nascosto il suo tesoro, ciò che dà alla vita il suo pieno valore. Quest’insegnamento può essere letto insieme alla parabola del tesoro nascosto nel campo (Mt 13, 44). Se Dio ci fa la grazia di scoprire qual è il tesoro, non dobbiamo aver paura di vendere tutto per acquistare quel campo che agli occhi del mondo non vale niente. “Il nostro tesoro è lassù, nella patria dove Gesù ci prepara un posto accanto a Lui”, scrive Teresa di Lisieux (LT 127, 26 aprile 1891). A partire dalla meta ultima, in cui Dio ha nascosto il tesoro più prezioso, possiamo compiere le scelte che danno valore alla vita. È la grazia che oggi chiediamo.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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