22 Giugno 2022

La dignità di essere sposi nella Chiesa

Oggi inizia l’Incontro mondiale delle Famiglie, un evento molto importante come comunità ecclesiale. Riflettiamo sulla famiglia, sul suo valore sociale ed ecclesiale, sull’importanza di accompagnare i giovani e gli anziani, di educare alla fede le nuove generazioni, di camminare insieme – sacerdoti e sposi – nella vita della santità. Questi i temi messi all’ordine del giorno nell’importante kermesse.

Tutti molto significativi ed essenziali. La nostra Madre Chiesa, in ascolto dei segni dei tempi, ci invita a riscoprire uno delle sue membra più importanti. Gli sposi, infatti, in virtù del sacramento del matrimonio sono un segno visibile della relazione sponsale tra Cristo e la sua Chiesa. Dunque il loro stesso esistere, il loro essere una carne sola, il loro generare la vita, hanno una dimensione ecclesiale. Partecipano cioè alla vita stessa della Chiesa.

Questa coscienza e questa consapevolezza è centrale. Li aiuta ad uscire e a farli uscire da una cultura che vuole vederli consumare la propria vita in forma privatistica, fare le loro scelte in modo autonomo e sganciato dal Magistero, seguire le mode del sentire e della libertà. C’è invece una dignità alta dell’essere sposi cristiani che discende direttamente dalla grazia del matrimonio che ha bisogno di essere riscoperta. Non per dividere il mondo tra buoni e cattivi e nemmeno per proclamare che ci sono famiglie di serie A e altre di serie B. Solo per accompagnare, educare e ricordare agli sposi che sono parte viva della missione della Chiesa.

Con il sacramento del matrimonio essi ricevono una nuova identità. E con l’identità una coscienza meravigliosa che al solo pensarci le gambe tremano. I nostri occhi invece sono così abituati a vedere gente sposarsi, celebrare le nozze e poi magari separarsi o vivere un matrimonio scialbo che abbiamo totalmente smarrito questa dignità che Dio solo dona. Parliamoci chiaro anche i preti che celebrano le nozze spesso lo fanno con grande superficialità, liquidano in fretta la celebrazione senza quell’importanza da concedere a coloro che stanno insieme consacrando la loro vita a Dio e alla sua Chiesa. Quando poi dai loro profili social fanno gli auguri agli amici omosessuali nel giorno del loro “matrimonio” per poi correggersi dopo un po’, mostrano una mentalità infangata dal mondo.

Sogno una Chiesa che rimetta veramente al centro la cura e l’impegno per risvegliare questa coscienza negli sposi. Questo lavoro porterebbe tanti frutti buoni: una relazione coniugale vissuta in una prospettiva di fede, un ambiente familiare fucina di nuove vocazioni, un protagonismo ecclesiale che genera anche un impegno culturale e solidale. La risposta che vogliamo offrire alle famiglie come Chiesa è spesso solo sintomatica. C’è un problema di coppia? Gli sposi si spediscono dallo psicologo o dal consulente di coppia, dal mediatore familiare o dall’avvocato divorzista. Invece la risposta deve essere di fede e relazionale e cioè bisogna accompagnare ed annunciare loro che con il sacramento del matrimonio sono entrati a far parte della vita stessa di Dio. Hanno con Lui la capacità di fare grandi cose a cominciare dalla loro stessa casa. Un annuncio di speranza che spero risuoni in questi giorni santi. 


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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