30 Giugno 2022

“Guardai la piccola come si osserva un gioiello. Mi sembrava un miracolo”

Vittorio Feltri tra le pagine di Libero, il 26 giugno scorso, ha riportato la sua personale esperienza familiare quando lui e la moglie si sono ritrovati a decidere per il quarto figlio cinquant’anni fa. La riporto senza troppi commenti. A me piace molto l’onestà intellettuale. Anche se su alcune questioni non condivido le idee del celebre giornalista, credo che dobbiamo imparare ad ascoltarci al di là di tutto.

Quello che mi colpiva, tra tanti aspetti della personalità di Giovanni Paolo II era il modo di ascoltare. Parlava poco, domandava e ascoltava con interesse. Aveva sempre da imparare, anche da chi era giovane. Amava le discussioni tra gente di opinione o esperienza diversa, che talvolta riuniva. Non stava mai solo: ai pasti aveva sempre ospiti di ogni tipo e poi tanti incontri. Sentiva come cuore della sua missione (era anche la sua passione) l’incontro con la gente. 

Le esperienze concrete, le testimonianze sono spesso molto più eloquenti di tanti discorsi teorici. E hanno da dirci qualcosa di educativo, forte e bello per la nostra vita. Di seguito l’editoriale di Feltri:

“Se avesse portato a termine la gravidanza, con il quarto pargolo, non avrebbe più potuto continuare la sua attività importante presso un ente pubblico, l’Amministrazione provinciale. Sorse in me e anche in lei l’idea dell’aborto il quale però non era ancora stato reso lecito.

Che fare? Possiamo andare in Svizzera, pensammo. Presi contatto con una struttura elvetica e mi accordai anche sulla data dell’intervento. Avvicinandosi la quale io e la mia consorte cominciammo ad avere titubanze che crebbero quotidianamente.

Una sera ero un po’ nervoso, anzi turbato, lei mi interrogò, la solita domanda imbarazzante: ma sei sicuro che la nostra scelta sia quella giusta? Risposi: certamente amore, sono sicuro che stiamo facendo una incredibile puttanata. Enoe annuì e si mise a singhiozzare. Non riusciva a digerire la situazione che si andava profilando. Le presi la mano e gliela accarezzai, poi le sussurrai mentre il mio cuore sobbalzava: senti amore mio, a me i bambini hanno sempre portato fortuna, ho un lavoro importante e ben retribuito, rinunceremo al tuo stipendio, io mi adopererò per non far mancare nulla alla mia famiglia. Teniamoci anche questo quarto rompicoglioni e che sia finita ogni tribolazione.

Ci abbracciammo come due sposini, poi disdissi l’appuntamento svizzero e provai un sollievo liberatorio. Basta col tormento che mi procurava l’ipotesi di stroncare una creaturina che non era neanche in grado di opporsi e di protestare. L’abbiamo concepita ed è nostro dovere farla nascere nel migliore dei modi e provvedere a lei come abbiamo fatto con gli altri tre bambini a cui ci dedichiamo con tutto il nostro impegno. La gestazione filò liscia fino all’ultimo giorno quando Enoe ebbe le doglie. Senza tentennare la caricai in macchina e la condussi di fretta all’ospedale. La ricoverarono immediatamente mentre io mi intrattenni negli uffici amministrativi per il disbrigo delle pratiche burocratiche.

Quando risalii nel reparto mi venne incontro una giovane infermiera che teneva tra le braccia un fagottino: con entusiasmo mi disse, ecco è nata la sua bambina. Guardai la piccola come si osserva un gioiello. Mi sembrava un miracolo. E pensare che aveva rischiato di finire in un bidone della spazzatura. La presi in braccio un attimo con titubanza, avevo paura di rovinarla, invece lei mi sorrise, anche se nessuno crede, ogni volta che racconto questo dettaglio, che una neonata sia già allegra. Oggi mia figlia ha 50 anni, due lauree, gestisce una farmacia, ha un figlio grande, e quando spesso viene a trovarmi la rivedo come il giorno che era appena uscita dal grembo materno. Lei non sa che sono stato sul punto di ucciderla. Allorché leggo sui giornali che la gente si lamenta perché in Italia le culle sono vuote, penso che l’aborto abbia contribuito a svuotarle”.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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