1 Agosto 2022

Salvare Alika, salvare Archie…salvare l’altro per essere salvati

In questi giorni infuocati d’estate sembra che la violenza sia esplosa in modo incontrollato. La cronaca è piena di omicidi: madri che uccidono i figli, ex fidanzati che uccidono rivali in amore, passanti che uccidono il venditore ambulante…Un’escalation di violenza che lascia senza parole. Dove stiamo andando? Cosa accade? Cosa abbiamo smarrito?

L’evento traumatico della pandemia sembra aver acuito il ricorso alla violenza. La percezione dell’altro come un pericolo per il proprio benessere, fisico o interiore, ha messo in moto dentro di noi una risposta negativa. Ci proteggiamo o respingiamo tutto ciò che mette in crisi un’apparente conquista di libertà individuale. L’alterità non è più una ricchezza, non è più la condizione per crescere in modo sano. Siamo ripiegati così tanti su noi stessi che non siamo più abituati a leggere la vita a partire dalle relazioni con gli altri. Viviamo in una società fatta di tanti recinti di sicurezza, nei quali si sta similes cum similibus. Vige in questi spazi un’apparente pace pronta ad esplodere appena qualcosa mina l’individualità.

Alika è un ragazzo nigeriano di 39 anni, ha una moglie e un figlio e viveva a San Severino Marche. Era un venditore ambulante di fazzoletti e piccoli accessori. Passava le ore davanti ai negozi: vendeva la sua merce, chiedeva qualche moneta. “Una persona tranquilla”, dice chi lo conosceva. L’anno scorso era stato investito mentre era in bici e quindi era claudicante per questo si aiutava con una stampella. Il 29 luglio Alika era in corso Umberto I, nel centro di Civitanova Marche. Sta, come sempre, proponendo quel che vende ai passanti. Improvvisamente un uomo si avventa su di lui. Alika cade, ma questo non cambia le cose. L’aggressore lo colpisce con la stampella alla testa e in tutto il corpo. Quando Alika è ormai immobile, si siede sopra di lui tenendogli la testa schiacciata per terra. L’aggressore è Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, 32 anni, salernitano ma vive a Civitanova Marche. In tanti hanno assistito all’omicidio di Alika ma nessuno ha separato la vittima dall’aggressore. C’è chi ha ripreso tutta la scena con il cellulare. Qualcuno ha chiamato la polizia, altri il 118 ma era già troppo tardi.

La vicenda drammatica apre scenari di riflessione enormi. E credo che la strumentalizzazione della politica sul fatto evocando l’ombra del razzismo centri davvero poco. Questo dramma come anche gli altri dovrebbe indurci ad una riflessione seria sul senso della nostra vita, sul male presente e sull’aver completamente deposto Dio dal nostro cuore. La sua assenza, la mancanza di fiducia in un Altro che guida e accompagna la nostra vita ci ha convinti che bastiamo a noi stessi così che combattiamo aspramente tutto ciò che ci detronizza dal nostro individualismo. Ma questo esercizio è sterile perché ci rende peggiori. Molti costruiscono la propria fortuna su questa sproporzione del proprio io. Ma è una felicità che non paga.

La vera gioia consiste nel salvare l’altro: Alika dalla furia e dall’indifferenza generale, Archie dal pensiero che la sua vita non vale più nulla, il bambino nel grembo di una donna definito proprietà privato di chi lo ha concepito… Salvare l’altro per salvare noi stessi.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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