Educazione

La correzione ecclesiale e familiare

Sinodo

© Alberto Luccaroni -Wikipedia.com

La Chiesa viene definita “Madre tenera” ma non dovremmo sottovalutare che è anche “Maestra”. Anzi i due termini sono inseparabili. Dovremmo recuperare questa dimensione sia nel cammino ecclesiale che in famiglia. La correzione fa parte del cammino di crescita di un figlio e di un credente.

Il mio caro vecchio parroco ci diceva spesso che la “Chiesa è madre e maestra”. Lo ripeteva senza stancarsi. E faceva riferimento anche a sua mamma perché quando ne parlava si commuoveva. Le madri di “una volta” si direbbe oggi…. storcendo un poco il naso. Eh sì, le madri di una volta. Che tuttavia non hanno nulla di meno di quelle attuali. 

Non dovremmo mai dimenticare che la madre non è solo “la mamma” ma che è anche una “educatrice” e non può abdicare a questo compito. Educare vuol dire ascoltare, incoraggiare, sostenere, correggere, rimproverare, indicare……

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Oggigiorno correggere, rimproverare, indicare, sembrano fuori moda e spaventano i genitori. C’è un brano dalla Lettera agli Ebrei che riempiva di coraggio e calore educativo il mio vecchio parroco (e mia madre e mio padre) che recita così: 

“Fratelli, avete già dimenticato l’esortazione a voi rivolta come a figli:

«Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore

e non ti perdere d’animo quando sei ripreso da lui;

perché il Signore corregge colui che egli ama

e percuote chiunque riconosce come figlio»”.

È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.

Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.” (Eb 12,5-7.11-13)

I termini usati sono frutto del loro tempo, ma il concetto è lo stesso.

La Chiesa viene definita “Madre tenera” ma non dovremmo sottovalutare che è anche “Maestra”. Anzi i due termini sono inseparabili. 

Mia mamma, chinandosi verso di me, diceva spesso: “Fai il bravo, stai attento” e ancora “Hai sbagliato, non farlo più”. Era proprio una madre-maestra che accoglieva e correggeva senza alzare la voce.




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Gabriele Soliani

Gabriele Soliani, nato a Boretto (Reggio Emilia) il 24-03-1955. Medico, psicoterapeuta, sessuologo, adolescentologo, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine. Libero professionista. Ha collaborato per 9 anni al Consultorio Familiare diocesano di Reggio Emilia. Sposato con Patrizia, docente di scuola superiore. Vive a Napoli dal 2015. Ministro della Santa Comunione e Lettore istituito.




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