BRICIOLE DI VANGELO

24 Settembre 2022

Parole misteriose

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,43b-45)
In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

Il commento

Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso” (9,45). La gente è abbagliata dai prodigi che Gesù compie (9,43b) e rischia così di cadere nella trappola delle illusioni. Il Signore non parla alla folla ma ai discepoli, vuole che almeno loro siano consapevoli che la storia di Dio passa attraverso l’umiliazione della croce. Le parole sono introdotte da una formula piuttosto rude che suona come un rimprovero: “Mettetevi bene in mente queste parole” (9,44). I discepoli ascoltano sempre con attenzione quello che dice il Maestro ma quella volta, allertati dall’ammonimento iniziale, si dispongono a farlo con particolare impegno. E tuttavia, al termine della catechesi – che certamente sarà stata più ampia e dettagliata della sintesi stringata del testo – l’evangelista è costretto a registrare che quelle parole sono oscure, letteralmente nascoste [parakaluptomai]: i discepoli sono accecati, non riescono a comprendere. O meglio, quello che comprendono appare del tutto irragionevole. In pratica, rifiutano l’annuncio di Gesù. Il Rabbì parla di sofferenza e lascia intravedere una cocente sconfitta. Sono parole che non trovano spazio nel loro vocabolario, non hanno diritto di cittadinanza.

È questo invece l’annuncio essenziale che la Chiesa non deve mai stancarsi di comunicare. La croce di Gesù fa della sofferenza un Vangelo, un’esperienza che partecipa alla storia di salvezza. Si tratta di una dottrina antica che recentemente è stata ribadita dalla Congregazione per la dottrina della fede con un documento (Samaritanus bonus, 2020) che ripropone il Magistero della vita di Giovanni Paolo II, facendo particolare riferimento alla crescente tentazione eutanasica che nasce dalla paura della sofferenza, fino al punto da scegliere la morte. Per il potere culturale tutto questo è l’espressione della libertà, in realtà è una fuga dalla vita. Oggi chiediamo la grazia di accompagnare con amore coloro che vivono in situazioni di cronica sofferenza.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.




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