Sacramento della confessione

“Entrai nel confessionale in peccato mortale, lì accadde il miracolo”: la storia di Andrea (parte 4)

Andrea, ex spacciatore, racconta: “Quando sono entrato nel confessionale, il sacerdote mi ha domandato da quanto tempo non mi confessassi. Non ne avevo ricordi. Gli ho solo detto che ero in peccato mortale e che i dieci comandamenti li avevo trasgrediti tutti. Il sacerdote si è alzato e mi ha abbracciato”. Quello è stato l’inizio della sua nuova vita.

Il 2 novembre si ricordano i defunti, tutte quelle persone che abbiamo amato e che continuiamo ad amare, pur dovendo accettare la distanza fisica e la loro collocazione in un altrove che non riusciamo a figurarci.

È un giorno importante anche per ridimensionare tante cose, per renderci conto di ciò che è realmente essenziale e duraturo. E di quello che, invece, passa.

Poi, a mio avviso, è anche un giorno propizio per ricordare che non c’è solo la morte fisica, ce n’è una ancora più grave da evitare: quella dell’anima (cfr. Mt 10,28). 

Avevo iniziato, qualche giorno fa, a raccontarvi la conversione di Andrea, un uomo originario di Guidonia, che fino a trentatré ha vissuto in modo sregolato, nel peccato mortale, come lui stesso ammette. Era morto, ed è tornato in vita.

Faceva uso di droga, spacciava, usava violenza verso chi gli si metteva contro, si accompagnava e si separava di continuo, generando anche figli di cui poi non riusciva a prendersi cura. 

Tutto è cambiato, nella sua vita, quando una ragazza conosciuta in palestra lo ha invitato a fare un viaggio a Medjugorje.

Di quel pellegrinaggio, preso inizialmente come una gita, Andrea ricorda e racconta tutto fin nei minimi dettagli. In particolare mi dice: 

Lì, ho sentito il bisogno di confessarmi. Ho iniziato a mettermi in fila davanti al confessionale, ma per ben tre giorni, ogni volta che arrivava il mio turno il sacerdote usciva e diceva che quello davanti a me era l’ultimo. Sembrava uno scherzo. Credo che Dio volesse mettere alla prova e rafforzare quel desiderio di ricevere il suo perdono. Il terzo giorno, di nuovo, mi metto in fila e ancora una volta mi sento dire che quello davanti a me era l’ultimo. Ci stavo per rinunciare, ma un altro della mia comitiva mi ha lasciato il suo posto e io sono entrato nel confessionale dicendo che però mi sarei confessato solo a patto che il ragazzo che mi aveva ceduto il posto potesse confessarsi anche lui. E così poi è stato. In quei tre giorni, intanto, avevo avuto modo di leggere i foglietti che ti danno prima della confessione. Ho letto forse per la prima volta i dieci comandamenti. Quando sono entrato il sacerdote mi ha domandato da quanto tempo non mi confessassi e io ho risposto che non ne avevo ricordi. Gli ho detto che ero in peccato mortale e che i dieci comandamenti che avevo letto poco prima io li avevo trasgrediti tutti. Il sacerdote, me lo ricordo bene, si è alzato e mi ha abbracciato”.

Dopo quell’esperienza da figlio prodigo che ritorna a casa e riceve l’abbraccio del Padre, il sacerdote gli dà l’assoluzione e lo invita a ricevere Gesù eucaristico appena può.

Quella, nella memoria di Andrea, è la prima vera comunione della sua vita: 

Ricordo che quando è passato il sacerdote con l’ostia consacrata io mi sono inginocchiato d’istinto. Allora, in realtà, non sapevo che ci si inginocchiasse, davanti al Santissimo Sacramento: è un gesto che mi è nato proprio dal cuore, in modo istintivo. Ho ricevuto l’ostia sulla bocca ed è successa una cosa particolarissima, che non mi è mai più successa: l’ostia si è sciolta all’istante, appena ha toccato la lingua. Oggi, quando ripenso a quell’episodio, mi dico che avevo un immenso bisogno di Gesù e Cristo aveva proprio fretta di entrare dentro di me, di venire a sanarmi. Da allora, non ho più lasciato l’eucaristia.

Andrea ha fatto delle esperienze molto particolari anche con il demonio. Me ne ha raccontate alcune, durante la nostra intervista, con abbondanza di dettagli, ma di questo parleremo magari in un articolo a parte. Ciò che voglio dirvi ora è che purtroppo ha dovuto lottare molto per potersi liberare dai lacci con cui Satana legava la sua vita. 

Ha ricevuto degli esorcismi e oggi conosce molto bene la realtà del male. Racconta: 

Il Signore mi ha permesso di aprire un negozio di articoli religiosi chiamato Ave Maria. Purtroppo per via del Covid abbiamo chiuso poco dopo, ma oltre a vendere oggetti sacri organizzavo anche pellegrinaggi. Durante un pellegrinaggio a San Michele ho conosciuto Padre Biagio, un santo sacerdote; una persona speciale – tanto speciale! – è un padre pieno d’amore per tutti; in particolare per i suoi figli spirituali. Poco dopo questa conoscenza lui mi ha preso come figlio spirituale e per me è stata una grazia infinita. Ho raccolto con lui moltissimi frutti. Se sei vicino a lui, oltre che al Signore in primis, puoi solo raccogliere frutti buoni. Dopo circa un anno mi ha nominato suo collaboratore ausiliario durante le sue preghiere di esorcismo. Attualmente è esorcista di Riano, alle porte di Roma, nel convento Cittadella Taddeide.

Ma chi è Andrea oggi? Vorrei raccontarvi con più calma, in un altro articolo, che persona è diventata. Perché possiate vedere e gustare anche voi come buono il Signore!




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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.




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