17 Novembre 2022

“Se mamma Giorgia va a Bali con Ginevra”, quando la maternità infastidisce

Assia Neumann Dayan, dalle pagine di La Stampa, commenta la decisione di Giorgia Meloni di portare con sé la figlia Ginevra in Indonesia per il G20. Queste le sue parole: “Le operaie non si portano le figlie in fabbrica, chissà come mai (…) sono piuttosto certa che Meloni non avrebbe problemi a colloquiare con la Cina mentre aiuta Ginevra a fare le sottrazioni (…) certo io se fossi in lei mi farei questi tre giorni a Bali tra adulti, figlia mia scusami ma mamma sta salvando l’Italia, se hai bisogno chiedi a papà, torno presto, lavati i denti”.

Anche un’altra donna, Claudia De Lillo, tra le colonne questa volta di Repubblica, critica aspramente la decisione della premier: “Perché in questi quattro giorni che richiedono ogni energia mentale, fisica ed emotiva di un capo di Stato, Giorgia Meloni ha scelto di prende su di sé il carico – gratificante, inevitabile, pesantissimo – di una figlia al seguito? Non per passare del tempo di qualità che difficilmente è contemplato dal protocollo. (…) E allora perché? Probabilmente (…) lei ritiene che la vicinanza alla figlia sia prioritaria anche quando lo Stato chiede 48 ore di coinvolgimento e attenzione assoluti”.

Le care colleghe giornaliste hanno perso una buona occasione. Quale? Quella di zittire. La discussione che è nata successivamente alle loro provocazioni sui social ha del surreale. Esattamente cosa si contesta alla Meloni? Di essere madre e di continuare a dare di sé la definizione materna anche nelle vesti di un premier che dialoga con i grandi del mondo. Davvero una grande colpa!

Ma non erano proprio le femministe ad affermare e a lottare perché una donna si esprimesse in totalità senza condizionamenti? E invece sono le stesse donne a non volere una madre come immagine del Governo e del potere del nostro Paese.  Cosa preferiscono: una donna con i pantaloni fac-simile dell’uomo? Di cosa si ha paura? Del fatto che l’immagine dell’Italia sia indebolita agli occhi dei potenti o è proprio l’immagine materna a disturbare?

Non è invece possibile ipotizzare che proprio la presenza della figlia piccola, doni alla Meloni maggiore serenità e tranquillità per vivere il suo ruolo di premier? Perché non si tiene conto che la dimensione materna non impoverisce una donna né la distrae, semmai la fortifica, la motiva, la irrobustisce perché una donna quando passa attraverso l’esperienza della gravidanza e del parto riceve una nuova consapevolezza di se stessa e del ruolo che deve svolgere nel mondo?

Insomma la preoccupazione per la solidità del nostro Paese sa molto di ipocrisia e di ideologia ma è anche un po’ ridicola considerando le lotte portate avanti per difendere i diritti delle donne. Io sinceramente non ho ancora capito a quale modello femminile si riferiscano le mie colleghe. Se Giorgia Meloni ha avuto sua figlia accanto subito dopo aver stretto la mano a Erdogan o a Xi Jinping, questa non è la condizione di una privilegiata né di un premier che si sta distraendo dal suo ruolo politico, piuttosto è l’immagine di una donna che continua ad essere madre qualunque sia il suo lavoro.

Il presidente del Governo ha deciso di rispondere attraverso i social: “La domanda che ho da fare agli animatori di questa appassionante discussione è: quindi ritenete che come debba crescere mia figlia sia materia che vi riguarda? Perché vi do una notizia: non lo è. Ho il diritto di fare la madre come ritengo e ho diritto di fare tutto quello che posso per questa Nazione senza per questo privare Ginevra di una madre. Spero che questa risposta basti per farvi occupare di materie più rilevanti e vagamente di vostra competenza”. Una risposta un po’ piccata ma necessaria perché non immagino tutto questo accanimento se fosse stato Tiziano Ferro in tournee in Italia con i figli e tata a seguito per un concerto. Cerchiamo di essere seri: questa è solo una lotta efferata alla maternità che disturba, purtroppo.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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