Castità e fidanzamento

“Fare l’amore è già sposarsi attraverso il corpo”: la parola a due sposi

coppia

Ieri sera ho rivisto l’amico con cui avevo discusso sulla castità qualche giorno fa. È rimasto così sconvolto dal racconto di quella coppia di sposi che ha vissuto senza sesso nove anni di fidanzamento che, appena mi ha rivisto, non ha potuto fare a meno di ritirare fuori il discorso, con una battuta sul valore dell’attesa.

Eravamo a cena con altri amici e nella tavolata c’era una coppia che non avevo mai conosciuto prima. Vedendoci battibeccare scherzosamente, si sono incuriositi e ci hanno chiesto quale fosse il motivo della discussione. 

A quel punto, ho detto loro ciò che era successo: “Davide è rimasto sconvolto perché conosco due ragazzi che, prima di sposarsi, sono stati fidanzati nove anni e hanno deciso di vivere il fidanzamento senza sesso”. Al che, la ragazza ha sgranato gli occhi con sorpresa, mentre il fidanzato ha scosso il capo e ha replicato: “Beh, io posso capire un anno, due anni, tre anni al massimo… ma nove anni? Non sono un po’ troppi? Non è una parte importante del rapporto?”, ha domandato, con delicatezza, rispetto e educazione (a riprova del fatto che si può discutere, tra persone che la pensano diversamente, senza scadere in atteggiamenti arroganti e senza banalizzare le questioni).

“Sì – ho risposto – secondo loro è un aspetto importante. Anzi, importantissimo… Un gesto così grande, così unitivo, così vincolante, che volevano essere davvero sicuri che l’altro/a fosse la persona con cui volevano passare il resto della vita… Non è che non davano valore al sesso – ho aggiunto – anzi, gliene davano tantissimo: per loro fare l’amore era già sposarsi con il corpo…”

“Sì, che gli davano valore è sicuro. – ha replicato lui – Capisco anche il punto di vista… Ma non avevano desiderio? Come resisti nove anni?”.

“Non è che non avessero desiderio come ironicamente dice Davide. – mi sono permessa di rispondere, ricordando la loro testimonianza – Anzi. E non credo sia stata una passeggiata. Lei all’inizio era diffidente, era scettica. È stato lui a proporle la castità…”.

Lo stupore, a quel punto, ha raggiunto le stelle. Quale uomo propone per primo di vivere un fidanzamento senza sesso?

“Ma poi anche lei ha capito che sarebbe stato più bello. Hanno aspettato che la loro intimità maturasse prima sotto tutti gli altri punti di vista…”.

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Il ragazzo appena conosciuto mi ascoltava pensieroso. Voleva capire: non aveva mai sentito parlare di questa possibilità, ma non li derideva.

“L’attesa è durata tanto perché quando si sono messi insieme erano piccoli, – ho precisato – non erano in grado di sposarsi a sedici anni. Se non sei pronto per il matrimonio, per la vita insieme, per diventare padre e madre insieme… perché dovresti essere pronto a sposarti attraverso la carne? Hanno scelto la strada della coerenza e della chiarezza. E anche della croce, certo, perché aspettarsi costa. Volevano dire col corpo quello che erano in grado di dire nella vita. Non si ergono a maestri di nessuno, ma sono testimoni della bellezza che, così facendo, hanno sperimentato…”.

Davide continuava a mostrare disappunto; quella coppia appena conosciuta non cambierà probabilmente il suo modo di vivere. Però, sono sempre più convinta che bisogna avere il coraggio di rendere ragione di una scelta faticosa, particolare, controcorrente… ma bella. 

Non siamo sesso-fobici, non siamo con la testa nel Medioevo: abbiamo solo compreso che fare l’amore è una cosa seria. Significa sposarsi. Non “sulla carta”, ma “sulla carne”. 

Sposeresti mai una persona che conosci da una settimana o da un mese? 

Ti sposeresti a quindici anni? 

Faresti un mutuo con una persona che non sai se sarà al tuo fianco tra un anno?

Una ragazza mi ha detto: “Convivo col mio ragazzo, ma non lo sposerei ancora e non comprerei una casa con lui… non sono sicura di amarlo”.

Non sposerebbe quell’uomo. Non farebbe un mutuo per avere una casa insieme. Però diventa una casa con lui attraverso il corpo.

Non c’è giudizio per questa donna, non ne ho il diritto. E poi il mondo non ci aiuta a capire quale immenso valore abbia il sesso. Ma mi permetto di lanciare una domanda: perché, se non sei pronto o pronta ad aver cura della vita di quella persona, lo sei per accoglierla in un modo così intimo e totalizzante… da marito e moglie? So che pochi hanno il coraggio di dircelo (anche nei corsi prematrimoniali in chiesa) ma il tempio del nostro corpo vale molto, molto di più di una casa di mattoni.




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Cecilia Galatolo

Cecilia Galatolo, nata ad Ancona il 17 aprile 1992, è sposata e madre di due bambini. Collabora con l'editore Mimep Docete. È autrice di vari libri, tra cui "Sei nato originale non vivere da fotocopia" (dedicato al Beato Carlo Acutis). In particolare, si occupa di raccontare attraverso dei romanzi le storie dei santi. L'ultimo è "Amando scoprirai la tua strada", in cui emerge la storia della futura beata Sandra Sabattini. Ricercatrice per il gruppo di ricerca internazionale Family and Media, collabora anche con il settimanale della Diocesi di Jesi, col portale Korazym e Radio Giovani Arcobaleno. Attualmente cura per Punto Famiglia una rubrica sulla sessualità innestata nella vocazione cristiana del matrimonio.




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