Il Vangelo letto in famiglia

I DOMENICA DI AVVENTO – Anno A – 27 NOVEMBRE 2022

Risvegliamo i sensi dell’amore e della fede

Un nuovo tempo di attesa, il tempo di avvento. Un tempo in cui, siamo chiamati a risvegliare i nostri sensi, ad uscire dal torpore spirituale in cui, questo nostro tempo, ci ha anestetizzati con le sue mode e le sue fragilità.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 24,37-44)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

IL COMMENTO

di don Alessandro Cirillo

Sulla necessità di risvegliarci dal sonno della fede, san Paolo scrivendo ai Romani, li esorta: “è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti” (13,11). Occorre avere i sensi desti. Necessita che ognuno di noi sia come Noè, un visionario.

Ormai nessuno più ha capacità visionarie, siamo stanchi, disorientati, demotivati e a tratti scoraggiati, a tal punto che qualsiasi tempo venga, non ha più nulla da dirci. Noè costruisce enormi barche in montagna. Strano tipo! Ma salverà la sua vita e quella dei suoi cari.

Il tempo di Avvento, vissuto nell’amore coniugale, richiede ai “custodi” come Giuseppe di Nazareth, di vegliare per destarsi dal sonno, e mettere in salvo sé stesso, Maria e il Bambino. Molti pater familias hanno abdicato al loro ruolo di custodi e di guida. Non basta, come dice Gesù nel Vangelo, “…mangiavano, bevevano, prendevano moglie e prendevano marito” (Mt 24,38), che cosa c’è di strano? Che deve fare una persona normale? Si nutre e si accoppia! C’è altro?

Tanti sono quelli che sono spinti avanti, in questo tempo, da un’antropologia dettata dai bisogni corporali e soddisfazioni affettive. Di altro, oggi l’uomo ha bisogno? Si può vivere la vita tra assolutizzazione estetica e culinaria? Cura maniacale del corpo e gare di cucina da una parte, esplorazione affettiva-sessuale con tutte le libertà sbandierate dall’altra parte?

Eppure in giro non vedo tanta felicità… “non si accorsero di nulla finché non venne il diluvio e travolse tutti” (24,39). Uno tsunami rischia di travolge il quadro valoriale dell’uomo, della realtà familiare, molti sono quelli che cercano scialuppe di salvataggio, ma senza mai vedere terra ferma.

Lo stesso amore coniugale ha bisogno di un’imbarcazione solida, che abbia come fondamento Cristo Gesù e la certezza che Lui c’è nel cammino della vita. Occorre destarlo dal sonno e con Lui anche ciascuno di noi!

Risvegliamo dunque i nostri cinque sensi:

  • Vista – occhi – ricomincia a guardare con occhi nuovi la tua metà.
  • Olfatto – naso – torna ad inebriarti del profumo della persona amata.
  • Tatto – mani – offri una carezza sul divano della sera a colei/colui che ami.
  • Udito – orecchi – ascolta con piacere tua moglie, tuo marito. Ha da dirti ancora tanto.
  • Gusto – lingua – accetta con gusto e gratitudine ciò che è preparato con il cuore.

Ad-ventus: un nuovo vento, sospinto dallo Spirito, soffia nella tua vita! Non te ne accorgi?

E tutti adesso, incontro a un sogno che non è lo stesso ma ne abbiamo già bisogno! Buon cammino di Avvento!




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Alessandro Cirillo

Don Alessandro Cirillo è nato nel 1973. È stato ordinato presbitero il 2 luglio del 1998 nella Diocesi di Nocera-Sarno.

Nel 2004 ha conseguito la licenza in Teologia pastorale e catechetica presso Università Pontificia Salesiana Roma con una tesi sul servo di Dio don Tonino Bello.

Ha pubblicato con la Ler editrice, Investire sulla fragilità dei sogni, una proposta di educazione alla fede per i giovani nel ministero di don Tonino Bello.

Dal 2007 è parroco di san Giacomo Maggiore Apostolo in San Valentino Torio.

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