1 Dicembre 2022

La riforma del Codice deontologico dei medici sui vaccini. Dubbi legittimi…

La Federazione Nazionale dell’Ordine dei medici (Fnomceo) sta preparando una nuova stesura del Codice deontologico che entrerà in vigore probabilmente nel 2024. Le novità sono state presentate da Filippo Anelli, presidente dell’Ordine, nel convegno che si è tenuto a Roma il 24 e 25 novembre scorsi, dal titolo: “Una nuova deontologia per il nuovo ruolo del medico”.

Anelli ha evidenziato nel suo intervento che con la riforma del Codice, «saranno innanzitutto introdotti degli articoli relativi ai vaccini e alle vaccinazioni: i vaccini rappresentano un fondamentale strumento di prevenzione e i medici non potranno disconoscerne il valore scientifico. Conseguentemente, il medico non può sconsigliarne l’utilizzo». In parole povere i medici italiani che «verranno chiamati a partecipare a campagne vaccinali non potranno non effettuare la somministrazione degli immunizzanti».

I medici saranno obbligati a vaccinarsi a loro volta? È lecito chiedersi. Anelli risponde di no, non è previsto un obbligo vaccinale, in quanto a suo dire «questo sarebbe in contraddizione con il dettato costituzionale sulla libertà individuale». Dunque se ho compreso bene il nuovo Codice obbligherà i medici a vaccinare i propri pazienti ma loro potranno invece scegliere. C’è una evidente contraddizione che mette in luce da un lato una forte limitazione del dibattito scientifico e del confronto e dall’altro una consacrazione del vaccino a dogma sanitario, sancito anche formalmente. Direbbe il noto comico Alessandro Siani: “Dottore se tu non ti vaccini, io mi preoccupo…”.

Qui il problema non è utilizzare o meno i vaccini. È chiaro che in alcuni casi la loro somministrazione è utile e in altri no. In alcuni pazienti, per i rischi cui va incontro, è preferibile ma in altri è assolutamente sconsigliabile, ad esempio in caso di malattie specifiche. La libertà deontologica di un medico si fonda sul binomio scienza e coscienza ed è vincolata a questi due aspetti. Un medico cioè di fronte ad un paziente utilizza le competenze acquisite e applica quelle conoscenze al caso specifico secondo anche la sua coscienza. Il medico, dunque, esercitando liberamente la sua professione in scienza e coscienza, può e deve sconsigliare in certi casi i vaccini, specie quelli che non stati messi ancora messi a punto.

Perché invece non si introduce – e questo lo troverei molto deontologico – l’obbligo per i medici di visitare i loro pazienti prima di prescrivere una qualsiasi terapia? Considerando che ancora oggi si sentono casi di medici che rifiutano di farlo se i loro pazienti sono affetti da Covid? Perché non si introduce l’obbligo da parte dei ginecologi di illustrare alle loro pazienti che richiedono l’aborto di mostrare tutte le soluzioni o le conseguenze di quella decisione? L’obbligo di far sentire il battito del proprio bambino che puntualmente di prassi viene silenziato in caso di volontà da parte della mamma di ricorrere all’IVG? Non è che ci stiamo preoccupando solo di formalizzare e legiferare la garanzia economica di qualcuno? Domande e dubbi legittimi che ogni buon cittadino dovrebbe farsi.


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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