LETTERA AL MIO SPOSO

“Nel buio delle nostre cadute, è entrata la luce di Dio: buon Natale, marito mio”

sposi

di Marina Scarrone Arnaldi

Mancano pochi giorni a Natale e vorrei tu fossi qui con me a vedere come la luce del sole si riflette sulla neve e manda raggi brillanti in cucina. Anche il nostro matrimonio oggi brilla di questa luce! Forse pensi di no, per le “troppe debolezze”. Ma è proprio nel buio delle nostre cadute che è entrata con maggior potenza la luce di Dio.

Caro Francesco,

sono qui a scriverti, piena di gioia per la bellissima neve che è venuta giù ieri e che oggi, riflettendo il sole, illumina anche tutto l’interno della nostra casa.

Uno spettacolo stupendo.

Penso che il nostro matrimonio in questi sei anni sia stato un po’ come quello che è successo in questi due giorni.

Inizialmente la gioia e spensieratezza dello sposarsi; un po’ come quello che abbiamo provato ieri appena è iniziato a nevicare. Tanti video e foto per immortalare questi bellissimi momenti.

Poi l’euforia dei primi anni di matrimonio, che hanno portato i primi figli, la scoperta di un nuovo mondo, faticoso a tratti, ma super emozionante, tante novità ogni mese, molto dinamismo; come ieri quando non riuscivo a starmene ferma a guardare il film con te e abbiamo modificato la disposizione dei mobili di due intere stanze.

Poi… la crisi, le crisi, le vere fatiche: quelle delle nostre debolezze, che ancora oggi non sappiamo accettare; come ieri che, dopo qualche ora, abbiamo realizzato con terrore che la neve si fermava sulla strada, avrebbe causato dei disagi e dovevamo muoverci a prendere i bimbi, la macchina bloccata sulla salita e tanta ansia.

Dopo tutto ciò ci sembra che sia tutto finito. 

Gioia – euforia – crisi. The end.

E invece no!

Dopo la crisi e le difficoltà affrontate, c’è sempre un momento di pausa, di silenzio, di meditazione: come ieri sera tutti a casa sul divano, stanchi morti, troppo stanchi anche per parlare, in silenzio.

Così sono stati questi ultimi due/tre mesi: un momento per far decantare tutto quello che di bello e brutto ci è successo in questi anni. Forse ci è sembrato di non star facendo molto in questi ultimi mesi, a volte anche di tornare indietro. E in effetti è così: non abbiamo fatto molto! Ma… abbiamo – forse per la prima volta nella nostra vita – lasciato agire lo Spirito Santo.

Un momento faticoso anche questo, si potrebbe quasi dire che eravamo ancora in crisi.

Ma ogni tanto, come quegli ultimi fiocchi di neve solitari che cadevano ieri notte, vedevamo piccole luci accendersi. Molto piccole, s’intende. Spesso quasi impercettibili. Ma c’erano. E ci stavano preannunciando che qualcosa di bello stava per arrivare.

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Così siamo arrivati ad oggi.

Mancano pochi giorni a Natale e vorrei che fossi qui con me a vedere come la luce del sole si riflette sulla neve e manda raggi brillanti dentro la nostra cucina.

E anche il nostro matrimonio oggi brilla di questa luce!

Lo so che ci sembra che non sia così perché singolarmente abbiamo un sacco di debolezze, su certe cose siamo pessimi e i progetti che abbiamo in mente ci sembrano troppo grandi per noi. Un disastro giusto?

No!

La luce sta davvero brillando nel nostro matrimonio ora più che mai: perché abbiamo fatto entrare Gesù nel nostro cuore in questi mesi; perché Lui stesso si è fidato di noi e ci sta lasciando questi progetti. Forse non vediamo questa luce perché a volte le tenebre dei nostri pensieri bui sono un po’ più forti, ma lei c’è, è lì.

Ora, il sole non sta solo riflettendo attraverso la neve dei bellissimi raggi, ma la sta anche sciogliendo questa neve. 

Ti ricordi cos’era? L’euforia dei primi fiocchi: l’euforia dei primi anni movimentati di matrimonio. Sta svanendo. E meno male! Perché quella era una gioia un po’ effimera, un po’ superficiale. 

Ora ci sono più fatiche, ma quando vengono illuminate… Mamma mia che luce! Una luce profonda. Senza la quale non voglio più vivere.

Tutto ciò per dirti che no, non siamo in un periodo buio come forse stavi pensando. Siamo nella luce più piena. 

Se non mi avessi mostrato le tue debolezze più profonde in questi anni, non potremmo sperimentare ora la potenza di questa luce.

Ti amo tanto.

Mari




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