20 Gennaio 2023

“Sono fiero delle cicatrici sul mio volto perché simboleggiano la ripresa di un grande viaggio, quello della vita”

Era il 2 novembre del 2014 e Stefano Savi aveva 24 anni. Stava tornando da una serata in discoteca con gli amici quando è stato raggiunto da un secchio di acido al volto. È stato un errore, uno scambio di persone, la sua colpa era quello di somigliare tantissimo all’ex di Martina Levato, all’epoca anche in attesa, che insieme al compagno Alexander Boettcher, avevano deciso di “punire” tutti i fidanzati passati.

Sono trascorsi quasi nove anni da quel giorno, “al momento ho subito 52 operazioni, tanti trattamenti laser e non solo. Sono stato leso a un occhio, ho sempre gli occhiali per quello, ma sono sulla via della speranza di poter tornare a vedere”. È lo stesso Stefano Savi a parlare ai ragazzi del Liceo paritario Leopardi di Milano. Anche lui è stato studente in quella scuola e per questo Bernadette Calabrese, che è stata la sua insegnante di inglese, lo ha invitato per raccontare quello che ha passato. Alla domanda di uno degli studenti che chiedeva se da quel momento in poi avesse paura delle persone, Stefano ha risposto: “No, non ho paura delle persone, ne ho avuta all’inizio, quando qualcuno si avvicinava. Ma ora no. Credo nell’uomo. È la mia fede, e mi ha aiutato a compiere tutto il percorso”.

Un altro ragazzo gli domanda se rivorrebbe indietro la sua faccia di prima, senza cicatrici. “No, io ormai sono questo”, e ancora quando qualche altro gli chiede come sarebbe stata la sua vita se non fosse successo, Stefano risponde: “Non lo so perché è successo. E non ha senso tornare con la mente in un posto che non c’è più”.

Non nega il dolore: “Sono stati anni impegnativi dal punto di vista sicuramente fisico, e a tratti anche mentale. Ho indossato una maschera 18 ore al giorno per quasi due anni, il primo periodo facevo un’operazione al mese. Con le unghie e con i denti mi sono aggrappato alla vita, che generosa mi ha dato una seconda opportunità. All’inizio non riuscivo nemmeno a specchiarmi oggi in quel riflesso vedo un volto nuovo, ne scruto i dettagli senza più distogliere lo sguardo. Sono le cicatrici, i postumi di un gesto folle e allo stesso tempo la testimonianza della mia rinascita. Soltanto ora mi è chiaro quanto sia un privilegio guardare la strada, la natura, le persone. Io sono quasi morto, ancora tre millimetri e mi si sarebbe sciolta la carotide. Sono stato fortunato. Questo è il mio pensiero”.

Quando il dolore è accettato e accolto, quando la rabbia per l’ingiustizia subita si trasforma in forza, cambia tutta la prospettiva di vita, Stefano che ha scritto per Piemme un libro, “L’odore dell’acido” è per i giovani una bella testimonianza: “Sono fiero delle cicatrici sul mio volto perché simboleggiano la ripresa di un grande viaggio, quello della vita”. è una bella testimonianza di fortezza quella che spesso manca, c’è una debolezza strutturale, affettiva e psicologica, che impedisce ai giovani di affrontare con coraggio le difficoltà e il male che serpeggia. Non dimentico la definizione che il giudice emise condannando la Levato e il suo compagno: “la coppia diabolica”. Il male c’è e noi dobbiamo aiutare i nostri giovani ad acquisire le armi della pazienza, della rettitudine, della ragionevolezza per riconoscerlo e combatterlo.  


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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