GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ

Si avvicina la GMG di Lisbona: giovani, spalancate le porte a Cristo

Foto: https://www.facebook.com/worldyouthday/

Sta per prendere il via la trentasettesima Giornata Mondiale della Gioventù, conosciuta amichevolmente e collettivamente con l’acronimo GMG. Quest’anno ad ospitare la manifestazione sarà Lisbona e l’evento si protrarrà dal 1 al 6 agosto 2023. La città portoghese vedrà migliaia di ragazzi arrivare in pellegrinaggio da ogni parte del mondo…

Sta per cominciare un’altra Giornata Mondiale della Gioventù: un’edizione, questa, quanto mai palpitante e attesissima, anche perché slittata di un anno, dal 2022 al 2023, a causa dell’emergenza covid (la pandemia sembra ormai alle spalle, grazie a Dio, anche se non ancora archiviata nei cuori).

Pertanto, si tratta di un evento che acquista un significato ancora più forte del solito, qualora ce ne fosse bisogno. Avendo preso parte personalmente alla GMG del 2005 posso garantirlo, parliamo di un’esperienza densissima di emozioni e spiritualmente vivificante, che regala a tutti un ricco bagaglio di memorie da portare a casa (a me personalmente ha dato anche un marito, conosciuto proprio in quell’occasione, perché Dio quando ci si mette fa proprio le cose in grande stile, per lasciare segni tangibili e perenni del suo passaggio nella nostra vita).

Le GMG devono la loro esistenza all’intuizione di un Santo Papa di nome e di fatto, quale è stato Giovanni Paolo II. A lui bisogna assegnare il merito di aver avuto l’intuizione preziosa, nell’ormai lontano 1985, di stabilire a cadenze fisse ovvero ogni due o tre anni un incontro internazionale di forte spiritualità rivolto ai giovani cattolici di tutto il mondo.

Da allora le GMG si sono susseguite richiamando milioni di ragazzi e raggiungendo territori e popolazioni ogni volta diversi: Buenos Aires, Santiago de Compostela, Czestochowa, Denver, Manila, Parigi, Roma, Toronto, Colonia, Sydney, Madrid, Rio de Janeiro, Cracovia, Panama. E infine Lisbona.

Ogni GMG si articola in una manciata di giornate, inizialmente solo due nelle prime edizioni ma presto diventate sei, per permettere ai giovani accorsi da ogni dove di entrare appieno nel clima della festa e della condivisione della stessa fede. 

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Ad aiutare in questo scopo sono le numerose attività che si dipanano lungo i sei giorni dell’incontro: catechesi, momenti di celebrazione liturgica, spazio dedicato alle confessioni ma anche occasioni di svago e festa gioiosa. Tutte tappe che si protendono verso la fase finale dell’incontro ovvero la veglia di preghiera serale nel penultimo giorno e quindi la Messa conclusiva, entrambe presiedute dal Papa, anche questi momenti intensi di comunione spirituale.

Il tema per la GMG di Lisbona prende spunto dal vangelo di Luca: “Maria si alzò e andò in fretta”. Un tema mariano, dove la figura sollecita della Madre di Dio richiama alla necessità di partire senza attendere oltre, di uscire dai nostri comfort per metterci in direzione di una chiamata ben precisa, senza ulteriori timori. Come a dire “è davvero tempo di non perdere altro tempo”. Dio chiama tutti, a noi il compito di rispondere con l’impeto del cuore della madre che sente il richiamo alla vera vita, un sì che non lascia spazio a esitazioni.

Ai giovani che parteciperanno quest’anno non resta che augurare una buonissima GMG, con l’invito a lasciarsi travolgere il cuore da quel desiderio di incontrare e conoscere Cristo, ricordando le parole rivolte a loro da Papa Giovanni Paolo II nel 2000: “È Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso”.




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Lisa Zuccarini

Lisa Zuccarini, classe '83, è una moglie e mamma che ha studiato medicina per poi capire alla fine di essere fatta per la parannanza più che per il camice. Vive col marito e i loro due bambini. Dal 2021 ha scoperto che scrivere le piace, al punto da pubblicare un libro edito da Berica Editrice, "Doc a chi?!", dove racconta la sua vita temeraria di mamma h24 e spiega che dire sì alla vocazione alla famiglia nel ventunesimo secolo si può, ed è anche molto bello.

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