BRICIOLE DI VANGELO

14 Settembre 2023

Ciò che Dio ha fatto per noi

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,13-17)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

Il commento

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito” (3,16). Siamo abituati a vedere la croce come un incidente o una disgrazia. Il Vangelo invece la presenta come una tappa fondamentale della storia di salvezza. Ad uno sguardo umano la croce manifesta l’odio più efferato, nelle mani di Dio diventa lo strumento dell’amore. Quello che appare a noi come il luogo del supplizio più infamante, nelle mani di Dio è il talamo della nuova e definitiva alleanza. Gesù si fa vittima per realizzare un nuovo patto tra Dio e l’umanità, come scrive Paolo: “vi ha riconciliati nel corpo della sua carne mediante la morte, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili dinanzi a lui” (Col 1,22). In questa prospettiva il corpo non è fonte di piacere ma il luogo della quotidiana offerta di sé. C’è il corpo usato e il corpo donato; chi vuole a tutti i costi ricavare soltanto soddisfazioni piacevoli e chi è pronto a mettere la sua vita, e il suo corpo, al servizio dell’amore per un bene più grande. Ai piedi della croce Maria vede un corpo piagato che profuma di amore.

Prima di dire ciò che noi dobbiamo fare, la croce annuncia ciò che Dio ha fatto per noi. Prima di caricarci di pesi e responsabilità che non abbiamo la forza di portare, ricorda che Dio ci ha amato fino al punto da donare il Figlio. Egli dunque è pronto a fare di tutto pur di guarire le nostre ferite e sanare quella fragilità che appartiene alla nostra condizione umana. La croce di Cristo è una chiave interpretativa, obbliga a dare un’altra lettura degli eventi. Quando incontriamo difficoltà, siamo istintivamente portati a vedere in esse solo un oggettivo impedimento. E spesso ci fermiamo qui. La fede invece suggerisce di andare oltre e di scoprire quella parola misteriosa che Dio vuole comunicare attraverso quegli eventi. La croce non viene da Dio ma è frutto della malvagità degli uomini, Dio dona l’amore per fare della croce un albero di vita. Dona tutto l’amore di cui abbiamo bisogno. È questa la preghiera che oggi presentiamo per tutti coloro che vivono nella sofferenza.



Briciole di Vangelo

di don Silvio Longobardi

s.longobardi@puntofamiglia.net

“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.


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Silvio Longobardi

Silvio Longobardi, presbitero della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, è l’ispiratore del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus. Esperto di pastorale familiare, da più di trent’anni accompagna coppie di sposi a vivere in pienezza la loro vocazione. Autore di numerose pubblicazioni di spiritualità coniugale, cura per il magazine Punto Famiglia la rubrica “Corrispondenza familiare”.

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