MATRIMONIO E FAMIGLIA

“Testimoniare l’amore oggi”: a Caravaggio, incontro per evangelizzatori della famiglia

di Cristiana Mallocci

La famiglia è una realtà “intrinsecamente multidisciplinare” e che incarna, quindi, molteplici aspetti del reale. Esattamente come sono variegate le iniziative, i social, le associazioni implicate nella profonda ed indefessa tutela di questa istituzione. Ed è proprio questo che è emerso, ascoltando tutti i partecipanti intervenuti al prezioso meeting di Caravaggio.

“Testimoniare l’amore oggi”: è questa l’efficace, emblematica ed audace denominazione attribuita al fecondo incontro tenutosi il 18 febbraio nella variopinta e solare Caravaggio, in provincia di Bergamo, nel corso del quale Don Renzo Bonetti e Padre Luca Frontali hanno supportato con estrema deferenza e competenza gli entusiasti partecipanti, ad addentrarsi nell’incolmabile mistero che avvolge e sprigiona il sacramento del matrimonio.

Al centro, l’importanza fondamentale della famiglia, intesa come nucleo primigenio e principale dell’intera società umana, oltre che come privilegiata scuola d’amore voluta ed istituita da Dio stesso. L’evento è stato costellato dall’immancabile ed irrinunciabile ausilio generosamente fornito dal Magistero della Chiesa e da inestimabili encicliche quali: la nota e delicata Mulieris Dignitatem, l’illuminante e cristallina Veritatis Splendor, la quale costituisce peraltro, l’ultima ardente enciclica generata dalla Chiesa a proposito della morale cattolica, la proficua ed esaustiva Amoris Laetitia, nonché il solido e granitico Familiaris Consortio

Un quesito potrebbe sorgere spontaneo: perché ripartire proprio dal matrimonio e dalla famiglia? Perché da esse dipende il futuro dell’umanità intera! 

Se vogliamo, ad esempio, rimarginare le ferite e reindirizzare il raggelante, oscuro ed incontestabile disorientamento che i giovani, loro malgrado, si ritrovano ad affrontare, occorre innanzitutto, ripartire dall’essenziale ruolo educativo della famiglia e quindi dall’immensa responsabilità che i genitori hanno nei confronti dei propri figli. 

La famiglia è una realtà “intrinsecamente multidisciplinare” e che incarna, quindi, molteplici aspetti del reale. Esattamente come sono variegate le iniziative, i social, le associazioni implicate nella profonda ed indefessa tutela di questa istituzione. Ed è proprio questo che è emerso, ascoltando tutti i partecipanti intervenuti al meeting di Caravaggio (chi in presenza, chi tramite collegamento).

Vi è, infatti, chi si occupa di far conoscere e diffondere il messaggio della teologia del corpo di San Giovanni Paolo II, che offre una splendida testimonianza di vita coniugale e familiare cristiana, chi sceglie di dedicarsi amorevolmente a coloro a cui è stata inflitta l’atroce ferita dell’aborto spontaneo o volontario, e chi si fa carico della dolorosa ed amara esperienza del divorzio. Il tutto, però, non agendo – per adoperare gli stupendi vocaboli di Benedetto XVI – secondo “un’ermeneutica della discontinuità”, bensì al contrario, della continuità; attingendo dal passato, invece di farlo precipitare nell’oblio, per costruire un promettente avvenire, senza mai disgiungere la veridicità della proposta cristiana e la carità, con la quale quest’ultima deve essere donata. 

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Come cristiani, ad esempio, non possiamo certo eludere e mettere tra parentesi l’importanza che il valore del corpo e quindi dalla distinzione sessuale, implica – in particolare nel matrimonio -, al contempo però, non possiamo esimerci dall’accogliere ed includere anche chi propende per un diverso stile di vita, ricordando che la Chiesa accoglie incondizionatamente tutti da sempre.

Gesù si incarna nel nostro vissuto, proprio grazie alla corporeità, inducendoci inevitabilmente a desumere che o Dio è presente persino nell’amore umano e fragile di due coniugi ed anche nell’amore non scevro di imperfezioni ed errori, alle volte anche ingenti, che i genitori nutrono nei confronti del proprio figlio, o Dio non si trova neppure nel tabernacolo.

Il cristianesimo ci insegna sin dai suoi primi istanti che l’amore o si presenta come tangibile ed esperibile, proprio come il verbo di Dio che si è fatto carne nel dolce e benedicente grembo di Maria, oppure non cambia assolutamente la nostra vita e la nostra condizione. 

Il segreto per attuare un’evangelizzazione efficace che riparta dalla realtà familiare è, dunque, partire proprio da ciò che il Signore opera quotidianamente nella nostra esistenza, anche e forse secondo un itinerario nuovo ed originale, soprattutto attraverso le nostre ferite e le nostre debolezze, proprio come emerge dalle testimonianze di alcuni blogger presenti a questo incontro.

Si può cooperare in una sincera ottica di collaborazione e di comunione, a imitazione della reciprocità che si instaura eternamente tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. La Trinità, infatti, viva e vivificante, è esemplare modello della famiglia umana: nessuna delle tre Persone coinvolte perde la propria identità e allo stesso tempo tutte si fondono in un misterioso e sincero abbraccio d’amore.  Amare vuol dire dare la vita, ma affinché questo si realizzi pienamente è imprescindibile che ciò si verifichi nel quotidiano, nella vita vissuta ogni giorno. 

Tutti i genitori, per esempio, dichiarano con sollecita e certa prontezza che sarebbero disposti a sacrificare fisicamente la vita per i loro figli. Dimenticando, però, che “sacrificare la propria vita” per l’altro – appunto, per un figlio ad esempio – non comporta mai nulla che esuli dal nostro quotidiano. Dare la vita per qualcuno, spesso può semplicemente significare avere la pazienza e la delicatezza di ascoltarlo, offrire il proprio aiuto quando la persona sembra essere in difficoltà, consolare e confortare nei momenti di maggior fatica.

Se il nostro “dare la vita”, si identifica semplicemente con l’illusoria e poco realistica aspirazione eroica di morire fisicamente per lui o per lei, probabilmente non concretizzeranno mai il nostro desiderio, ma soprattutto, forse, non abbiamo ancora capito che l’amore o è un gesto concreto, da vivere qui ed ora, oppure non opera alcun cambiamento all’interno della nostra esistenza. 

La bellezza di questo incontro tra evangelizzatori cristiani nell’ambito della famiglia è consistita proprio nel contemplare, secondo la logica del Vangelo, la luminosa e bruciante scintilla di una proposta che si nutre anzitutto di persone, in carne ed ossa, che non hanno paura di intraprendere questo peculiare viaggio dell’evangelizzazione digitale, sostenendo e supportando chiunque incroceranno nel loro cammino, a fedele, grata immagine e somiglianza del loro Maestro. 




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