CAMMINO SPIRITUALE

Santa o santo chi non cade mai… o chi cade e si rialza?

di Cristiana Mallocci

Quante volte ci proponiamo di non cedere a una determinata tentazione e invece, poi, cadiamo? Magari avevamo promesso a Dio di non replicare quel comportamento e invece ci ritroviamo impantani nel peccato. Se è successo, rivolgiti a Lui ancora una volta. Si serve, infatti, proprio delle crepe della nostra umanità per far brillare pienamente la luce della sua Salvezza…

Possiamo empiricamente e ragionevolmente costatare come un bimbo piccolo che si sta teneramente affacciando alla complessa ed entusiasmante sfida del vivere, inevitabilmente riscontri una comprensibile ed umana difficoltà nel compiere i suoi primi, incerti e fragili passi, nonché esperendo il cocente e vivido dolore delle sue prime cadute. 

Il fulcro della questione è esattamente questo: il piccolo, tra umana fragilità e preziose conquiste, imparerà a camminare, a condizione però che sia capace di rialzarsi umilmente e caparbiamente dopo ogni caduta. 

Se ci viene così spontaneo e naturale associare tale dinamica alla situazione appena descritta, ci risulta, invece, molto più difficile applicare il medesimo principio nella nostra vita spirituale. Soprattutto quando, proprio come la sottoscritta, stai tentando di progredire efficacemente in questo splendido e ripido ambito, ma ha la sensazione che continui costantemente e fatalmente a cadere. So e comprendo perfettamente come ti senti. Quell’ antico peccato, quella consueta debolezza e quella celeberrima ed immancabile tentazione che credevi di aver ormai ampiamente superato, si palesa nuovamente dinnanzi a te, con una forza sconosciuta e talmente dirompente da indurti a cedere, quindi a cadere. 

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Avevi promesso a Dio e te stesso di non replicare quel comportamento; invece adesso ti ritrovi spaventosamente demoralizzato, perché senti di aver deluso te stesso e Lui. Per esperienza personale posso dirti che Dio, al contrario della nostra depauperata, ferita e limitata logica umana, non si scandalizza della nostra fragilità, perché la conosce perfettamente e, anzi, si serve proprio delle crepe della nostra umanità, per far brillare pienamente la luce della sua Salvezza e scaldarci il cuore con la sua tenerezza, perché sa benissimo che è proprio in questi momenti che abbiamo maggior bisogno di esperire il suo infinito Amore, la sua paterna comprensione e la sua fedele vicinanza! 

Se c’è una cosa che ho imparato in particolare in quest’ultimo periodo è che la conversione non consiste nel “non peccare più” ma nel “non distogliere mai e poi mai lo sguardo da Cristo, dopo aver peccato”. Quindi, non torturarti e non guardare troppo a lungo la tua caduta, volgi, invece, subito, fiduciosamente lo sguardo a Colui che fa nuove tutte cose.

So che il Nemico ci induce a credere che la nostra caduta abbia reso vana anche la nostra lotta, ma si tratta solo di una clamorosa, subdola e paralizzante menzogna, perché – e anche il diavolo lo sa! – Dio, al contrario dice: “Se il giusto cade sette volte, egli si rialza”. Ne consegue, quindi, che Santo non è chi non cade mai, ma, appunto, chi cade e si rialza, nella consapevolezza che Cristo ci ha già amati, salvati, guariti e redenti! 

Cristo ha sconfitto tutto, persino la morte! 

In sintesi, dunque, ricordati questo, la prossima volta che la tua fragilità farà emergere in te un amaro senso di fallimento e scoraggiamento: sei caduto, ma Lui è buono, sei caduto ma Lui non ti lascia solo, sei caduto ma Lui è crocifisso per te, sei caduto mai Lui offre una Messa tutti i giorni in ogni angolo della terra per te, sei caduto, ma Lui è nel Sacerdote che ti attende per donarti il suo perdono nella confessione. 

Quando cadi, la tua lotta non perde in alcun modo il suo valore, perché il Signore ci insegna e mostra che fallire fa parte del tentare, ma il Suo Amore e la sua Misericordia sono eterni e per Lui nessuna caduta è quella finale!




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