EDUCAZIONE SESSUALE

Sesso e giovanissimi: no, non serve altra informazione se non c’è vera educazione

di Cristiana Mallocci

La professoressa Alessandra Grazziottin, direttrice del Centro Medico di Ginecologia e Sessuologia Medica di San Raffaele Resnati, servendosi delle sue competenze e osservando i giovani, afferma con esplicita e struggente chiarezza come la problematica di un’affettività disordinata e poco rispettosa, presupponga un’evidente emergenza di carattere educativo ed antropologico. 

A partire dai cupi ed allarmanti dati relativi all’imperante e preoccupante diffusione di HIV e sifilide, la quale, peraltro, si pensava fosse ormai totalmente ed irrevocabilmente debellata, si giunge all’intelligente, ragionevole e responsabile constatazione delle fonti di un problema che è squisitamente e drammaticamente umano. 

La professoressa Alessandra Grazziottin, direttrice del Centro Medico di Ginecologia e Sessuologia Medica di San Raffaele Resnati, disponendo di competenze tecniche, mediche e sanitarie ed osservando l’uomo nella propria integralità comprende ed afferma con esplicita e struggente chiarezza, come la problematica di un’affettività disordinata e poco rispettosa, presupponga anzitutto, un’evidente e disperante emergenza di carattere educativo ed antropologico. 

Certo, è corretto ed utile rilanciare l’allarme a proposito della minaccia sempre presente, resa peraltro ancor più subdola e nociva dal fatto stesso che venga deliberatamente e superficialmente ignorata, di un’infezione grave come quella da Immunodeficienza Acquisita. Infatti, chi conosce ed osserva attentamente la modalità mediante la quale i giovani e i giovanissimi si approcciano all’intimità, può empiricamente ed immediatamente riscontrare la più concreta e risolutiva formula a tale fosco fenomeno, in un piano più elevato. 

In altre parole, non servono ancora più informazioni. Non siamo forse già immersi nella soffocante e saturante epoca di Google? Ed esso non fornisce praticamente già tutte le risposte? Ovviamente no. Non si può trovare, infatti, una risposta se non la si cerca o, peggio, se neppure ci si pone la relativa domanda. 

La ragione principale e primaria per la quale non ci si pone determinati quesiti è che moltissimi giovani si ritrovano a vivere una sessualità poco integrata, disomogenea quindi episodica e meramente consumistica, oltre che assai poco soddisfacente. 

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Questo fenomeno non dilagherebbe se – anziché ergersi ad ardenti ed eroici paladini della contraccezione, con il mero, monotono e vacuo pretesto di evitare gravidanze inattese o indesiderate (non da tutti comunque: i bambini concepiti forse si sentono di desiderare che prosegua, la loro propria gravidanza) e indicare o consigliare il tragico e fatale compimento di interventi abortivi precoci, precocissimi o di emergenza – la società adulta aiutasse i giovani a divenire uomini e donne liberi. Nella certa consapevolezza che, contrariamente a quanto affermava il geniale ma idealista filosofo francese Rousseau, non si viene alla luce buoni e virtuosi ma lo si diventa, naturalmente sempre e solo a condizione che vi sia qualcuno realmente ed efficacemente disposto ad insegnarci ad esserlo, oltre che con fatica, disciplina e cura di sé, ossia mediante l’apprendere ed applicare l’amorevole, pragmatica ed essenziale custodia del proprio corpo ed il conseguente rispetto di quello altrui, comprendendo che quest’ultimo non è un oggetto del quale si possa disporre a proprio piacimento, bensì la meravigliosa ed eloquente espressione fisica di quell’ unicum che è la persona umana, nell’ integrazione della sua dimensione fisica e spirituale. 

Infatti, se ad una ragazza viene efficacemente e pragmaticamente insegnato e veicolato il fondamentale e fondante principio che lei è un essere prezioso ed unico, quindi ad accogliere e che può esperire quindi la propria sessualità non come mera manifestazione utilitaristica ed edonistica, bensì come il più prezioso e pregiato linguaggio di amore e donazione, sarà certamente più accorta e vigilante al fine di non ritrovarsi in situazioni complesse e compromettenti, nelle quali il controllo delle proprie azioni può fatalmente e perniciosamente sfuggire. Esattamente come, se avrà intessuto relazioni di amicizia significative, all’interno delle quali si sente apprezzata avrà certamente meno occasioni di incorrere in futili e pertanto degenerativi e degradanti pericoli. 

Così come sarà fondamentale per un ragazzo aver interiorizzato e compreso che diventare uomo è un entusiasmante ed affascinante avventura e che la sua forza, anche legata ad una naturale e maggiore passionalità fisica, può essere dominata e posta al servizio dell’altro. Sarà necessario, però, aver trovato un educatore che lo aiuti ed incoraggi a vincere le inevitabili e demoralizzanti frustrazioni, fragilità e sconfitte, dunque a continuare a compiere con fedele impegno il proprio itinerario, costellato di piccoli e grandi successi.Solo così maturerà la granitica ed innovativa consapevolezza che l’autentica conquista di una ragazza, non incentrata sulla sua disponibilità intima, è un’impresa da veri e valorosi uomini. Secondo la competente ed accorta sessuologa, dunque, ed anche in base alle sue realistiche e preziose considerazioni, i funesti dati che narrano tali raggelanti, nefaste ed insensate epidemie potranno subire una radicale e positiva metamorfosi solo e soltanto se gli adulti si impegneranno seriamente a recuperare una narrazione positiva, benedicente, benevola ed omogenea in merito all’ educazione sentimentale delle future generazioni. Rispondendo, cioè, proficuamente e prontamente alla più autentica e grave emergenza che si colloca alla radice di tale desolata, desolante e disastrosa situazione: quella educativa.




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