UDIENZA DEL PAPA

Il Papa e le omelie dei sacerdoti: siano brevi e chiare o le persone si addormentano

Foto derivata da https://www.youtube.com/watch?v=hn7SfPvTnjI

Il Papa all’Udienza: “tutti i giorni prenditi un tempo per meditare, leggendo un passo della Scrittura”. E ai sacerdoti: “L’omelia non deve andare oltre gli otto minuti. Secondo lui i preti “parlano tanto, tante volte, e non si capisce di che cosa parlano”. Lo scopo dell’omelia è “trasferire la Parola di Dio nella vita”.

Nella mattina di mercoledì 12 giugno, Papa Francesco ha proseguito il ciclo di catechesi sullo Spirito Santo che “guida la Chiesa verso Cristo, nostra speranza”. Il Papa ha ribadito: “Lui è la guida”. 

Quale il legame tra Spirito Santo e Scritture? 

“Lo Spirito Santo, che ha ispirato le Scritture, è anche Colui che le spiega e le rende perennemente vive e attive – ha detto Francesco – Da ispirate, le rende ispiratrici. […] Lo Spirito Santo continua, nella Chiesa, l’azione di Gesù Risorto che, dopo la Pasqua aprì la mente dei discepoli all’intelligenza delle Scritture (Lc 24,45)”.

È lo Spirito Santo che ci permette di capire cosa le scritture abbiano da dirci, in determinate circostanze della vita. “Può capitare, infatti, – ha proseguito il Papa – che un certo passo della Scrittura, che abbiamo letto tante volte senza particolare emozione, un giorno lo leggiamo in un clima di fede e di preghiera, e allora quel testo improvvisamente si illumina, ci parla, proietta luce su un problema che stiamo vivendo, rende chiara la volontà di Dio per noi in una certa situazione. A che cosa è dovuto questo cambiamento, se non a una illuminazione dello Spirito Santo?” 

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Lo Spirito Santo rende luminoso le parole della Scrittura. Come afferma San Paolo nella Lettera agli Ebrei: “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio” (4,12).

La Chiesa, allora “si nutre della lettura spirituale della Sacra Scrittura, cioè della lettura fatta sotto la guida dello Spirito Santo che l’ha ispirata. Al suo centro, come un faro che illumina tutto, c’è l’evento della morte e risurrezione di Cristo, che compie il disegno di salvezza, realizza tutte le figure e le profezie, svela tutti i misteri nascosti e offre la vera chiave di lettura dell’intera Bibbia”. “La Chiesa, Sposa di Cristo, è interprete autorizzata del testo della Scrittura ispirato, la Chiesa è la mediatrice della sua proclamazione autentica. Poiché la Chiesa è dotata dello Spirito Santo”, ha affermato il pontefice.

Poi ha voluto spiegare un modo di fare la lettura spirituale della Parola di Dio, la lectio divina: “consiste nel dedicare un tempo della giornata alla lettura personale e meditativa di un brano della Scrittura”. Per il Papa, questo è molto importante: “tutti i giorni prenditi un tempo per ascoltare, per meditare, leggendo un passo della Scrittura. E per questo mi raccomando: abbiate sempre un Vangelo tascabile e portatelo nella borsa, nelle tasche… Così quando siete in viaggio o quando siete un po’ liberi lo prendete e leggete… Questo è molto importante per la vita”. 

Il Papa ha consigliato: “Prendete un Vangelo tascabile e durante la giornata leggetelo una, due volte, quando capita”, anche se “la lettura spirituale per eccellenza della Scrittura è quella comunitaria che si fa nella Liturgia, nella Messa. Lì vediamo come un evento o un insegnamento, dato nell’Antico Testamento, trova il suo pieno compimento nel Vangelo di Cristo”. 

A questo punto, ha fatto una precisazione sull’omelia: “quel commento che fa il celebrante deve aiutare a trasferire la Parola di Dio dal libro alla vita. Ma l’omelia per questo dev’essere breve. […] L’omelia non deve andare oltre gli otto minuti, perché, dopo, con il tempo si perde l’attenzione e la gente si addormenta, e ha ragione”. Per lui, a volte, i preti “parlano tanto, tante volte, e non si capisce di che cosa parlano. Omelia breve: un pensiero, un sentimento e uno spunto per l’azione, per come fare. Non più di otto minuti. Perché l’omelia deve aiutare a trasferire la Parola di Dio dal libro alla vita”.




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