Papa Francesco sui salmi: delle preghiere ispirate da Dio per “tutte le stagioni”

Foto derivata da https://www.youtube.com/watch?v=7P2W6L91m4E&t=1698s

Papa Francesco, all’Udienza di mercoledì 19 giugno ha inviato i fedeli a pregare attraverso i salmi. “Prendete la Bibbia e pregate un salmo. Per esempio, quando siete un po’ tristi per aver peccato, pregate il salmo 50. Ci sono tanti salmi che ci aiutano ad andare avanti. Prendete l’abitudine di pregare con i salmi, vi assicuro che sarete felici alla fine”.

In preparazione al prossimo Giubileo, papa Francesco ha invitato a dedicare l’anno 2024 “a una grande sinfonia di preghiera” e con la catechesi di mercoledì 19 giugno ha voluto ricordare che la Chiesa possiede già una sinfonia di preghiera il cui “compositore” è lo Spirito Santo, ed è il Libro del Salmi.

“Come in ogni sinfonia vi sono in esso vari movimenti”, ha spiegato il Santo Padre, “cioè vari generi di preghiera: lode, ringraziamento, supplica, lamento, narrazione, riflessione sapienziale, e altri, sia nella forma personale sia in quella corale di tutto il popolo”. Sono “i canti che lo Spirito stesso ha messo sulle labbra della Sposa, la Chiesa”. 

Se durante l’udienza del mercoledì precedente aveva affermato che “Tutti i Libri della Bibbia, sono ispirati dallo Spirito Santo”, ha voluto precisare stamane che “il Libro dei Salmi lo è anche nel senso che è pieno di afflato poetico”.

Anche noi cristiani possiamo pregare attraverso i salmi, anche se, ci ha tenuto a precisare il Pontefice: “Non tutti i salmi – e non tutto di ogni salmo – può essere ripetuto e fatto proprio dai cristiani e ancor meno dall’uomo moderno. Essi riflettono, a volte, una situazione storica e una mentalità religiosa che non sono più le nostre. Questo non significa che non sono ispirati, ma che per certi aspetti sono legati a un tempo e uno stadio provvisorio della rivelazione, come lo è anche tanta parte della legislazione antica”.

Perché pregare attraverso i salmi? 

Il papa ha fatto presente che “essi sono stati la preghiera di Gesù, di Maria, degli Apostoli e di tutte le generazioni cristiane che ci hanno preceduto” e che “quando li recitiamo, Dio li ascolta con quella grandiosa orchestrazione che è la comunione dei santi”. 

Il papa ha dunque esortato: “Prendete la Bibbia e pregate un salmo. Per esempio, quando siete un po’ tristi per aver peccato, pregate il salmo 50. Ci sono tanti salmi che ci aiutano ad andare avanti. Prendete l’abitudine di pregare con i salmi, vi assicuro che sarete felici alla fine”.

Leggi anche: Papa Francesco: “La superbia è un veleno: ne basta una goccia per guastare tutta la vita” (puntofamiglia.net)

Secondo Francesco, “I salmi sono preghiere ‘per tutte le stagioni’: non c’è stato d’animo o bisogno che non trovi in essi le parole migliori per trasformarli in preghiera”. A differenza di tutte le altre preghiere “i salmi non perdono di efficacia a forza di essere ripetuti, anzi, l’accrescono. Perché? Perché sono ispirati da Dio e “spirano” Dio, ogni volta che si leggono con fede”.

I salmi, inoltre, ci permettono di “non impoverire la nostra preghiera riducendola solo a richieste, a un continuo ‘dammi, dacci…’. Impariamo dal Padre Nostro, che prima di chiedere il ‘pane quotidiano’ dice: ‘Sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà’. I salmi ci aiutano ad aprirci a una preghiera meno centrata su noi stessi: una preghiera di lode, di benedizione, di ringraziamento; e ci aiutano anche a farci voce di tutto il creato, coinvolgendolo nella nostra lode”.

Dopo i saluti, il papa ha rivolto un appello che riportiamo integralmente: “Domani ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite. Possa essere l’occasione per rivolgere uno sguardo attento e fraterno a tutti coloro che sono costretti a fuggire dalle loro case in cerca di pace e di sicurezza. Siamo tutti chiamati ad accogliere, promuovere, accompagnare e integrare quanti bussano alle nostre porte. Prego affinché gli Stati si adoperino ad assicurare ai rifugiati condizioni umane e a facilitare i processi di integrazione”.




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