6 Maggio 2025

La violenza che non ha nome

C’è una violenza che non trova definizione nei nostri discorsi pubblici, una violenza che non ha ancora ottenuto il suo hashtag, né la sua cornice ideologica. È la violenza che uccide tre giovani in Sicilia per mano di coetanei armati, o che trasforma un pizzaiolo in bersaglio di botte per aver negato una pizza gratis. Episodi apparentemente scollegati, eppure legati da un filo invisibile: la normalizzazione dell’aggressività, la banalizzazione del rispetto, l’assuefazione al sopruso. Basta ascoltare la radio o aprire un quotidiano.

Quando la vittima è una donna, la violenza viene incasellata con prontezza: “è il patriarcato”. Una lettura che rischia di diventare una scorciatoia culturale, comoda e rassicurante. Perché mentre denunciamo – giustamente – la violenza di genere, restiamo muti davanti a quella tra giovani, tra maschi, tra ragazzi annoiati e frustrati che aggrediscono senza uno scopo, per un parcheggio, per uno sguardo, per una pizza.

C’è un’ipocrisia culturale che ci fa distinguere tra violenze “giuste da denunciare” e altre da archiviare come “fatti di cronaca”. Ma ogni violenza è una ferita alla dignità umana. Non c’è scala di valore nel dolore, non ci sono vittime di serie A e serie B. La violenza è sempre figlia di un’assenza: quella dell’educazione, della responsabilità, della comunità.

No, io non credo che i giovani siano problema. Semmai sono lo specchio. E quel che riflettono è un mondo adulto che ha smesso di esserlo: distratto, permissivo, a volte complice. Abbiamo lasciato i ragazzi soli, senza strumenti per contenere la rabbia, senza modelli per incanalare la forza, senza riferimenti per costruire senso. E poi ci sorprendiamo se quella forza esplode nel modo peggiore.

A noi arrivano solo i casi eclatanti, ma sotto la superficie c’è una violenza sommersa, quotidiana, che si consuma senza clamore: bullismo, cyberodio, relazioni tossiche tra adolescenti, famiglie disgregate. Chi la vede, se non la scuola, se non la parrocchia, se non noi famiglie? È necessario ancora sceglie di educare, di esserci, di dire no quando serve, di dire sì alla fatica dell’accompagnare. Perché la vera alternativa alla violenza non è la punizione, ma la presenza. Non bastano leggi più dure, servono adulti più veri.

Ieri notte tre ragazzi, un maschio e due femmine, tutti e tre poco più che ventenni hanno noleggiato una porsche e sono usciti nella notte. Viaggiavano ad una velocità di 250km l’ora. Si sono ribaltati, la loro corsa è finita contro un albero. L’auto si è incendiata. Tutti morti. Il papà di una delle ragazze aveva negato il suo consenso ad uscire in auto quella sera. È stato il primo ad arrivare sul luogo dell’incidente dopo un alert arrivato dallo smartphone della figlia. Perché è possibile noleggiare un’auto di così grossa cilindrata a 20 anni? Perché non si può dire ad una figlia che non può salire su un’auto così potente? Domande che si scontrano contro il dolore ma che non possono essere derubricate solo a tragedie e fatalità.



Il Caffè sospeso...
aneddoti, riflessioni e storie di amore gratuito …quasi sempre nascoste.

Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!


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Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

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