PAPA LEONE

Papa Leone XIV. Ecco cosa dice sull’educazione cristiana

Taylor Van Kirk/Office of the Vice President of the United States, Public domain, da Wikimedia Commons

di Giuseppe Lubrino

La pedagogia di San Giovanni Battista De La Salle si focalizzava sui bisogni educativi degli allievi, in particolar modo, vi si riservava particolare attenzione agli ultimi, agli svantaggiati. Papa Leone XIV sottolinea il carattere attuale del metodo educativo delle scuole cristiane che ancora oggi costituiscono una risorsa notevole per la questione educativa cristiana.

Papa Leone XIV giovedì 15 maggio 2025 ha tenuto un discorso ai Fratelli delle Scuole Cristiane di San Giovanni Battista De La Salle (1651-1719), patrono degli insegnanti e degli educatori. De La Salle costituisce una pietra miliare della pedagogia cristiana del ‘700, in pieno illuminismo, movimento culturale che, come si sa, in alcuni suoi filoni decentrava la ‘questione di Dio’ ponendola ai margini della vita sociale ed esasperava la dimensione della ragione ritenuta come unico criterio assoluto di interpretazione del reale. In Francia il movimento costituì un vero e proprio atto rivoluzionario che diede nuovo impulso all’educazione cristiana. 

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La peculiarità della pedagogia di San Battista e i suoi collaboratori si focalizzava sui bisogni educativi degli allievi, in particolar modo, vi si riservava particolare attenzione agli ultimi, agli svantaggiati, al punto che San Battista abolì l’uso del latino nelle scuole cristiane e introdusse quello della lingua francese per garantire a tutti l’accesso all’istruzione. Papa Leone XIV sottolinea il carattere attuale del metodo educativo delle scuole cristiane che ancora oggi costituiscono una risorsa notevole per la questione educativa cristiana. Si legga quanto afferma: 

Pensiamo all’isolamento che provocano dilaganti modelli relazionali sempre più improntati a superficialità, individualismo e instabilità affettiva; alla diffusione di schemi di pensiero indeboliti dal relativismo; al prevalere di ritmi e stili di vita in cui non c’è abbastanza posto per l’ascolto, la riflessione e il dialogo, a scuola, in famiglia, a volte tra gli stessi coetanei, con la solitudine che ne deriva.

Si rileva l’urgenza di promuovere una vera e propria pedagogia dell’ascolto che sappia coniugare la questione educativa con l’annuncio della fede a cui ogni cristiano battezzato è chiamato a dare il suo contributo. Il mondo della scuola appare oggi sempre più lontano dal mondo della fede. Tuttavia, ciò è dovuto più a una questione di metodo, di linguaggio che ad altro. Tutte le componenti educative, infatti, famiglia, scuola e Chiesa – esorta Papa Leone XIV – è necessario che facciano “rete” per fare fronte insieme alle nuove forme di disagio esistenziale che caratterizzano il vissuto dei giovani odierni. Si leggano le sue parole: 

San Giovanni Battista de La Salle non ha voluto che fra i maestri delle Scuole cristiane ci fossero sacerdoti, ma solo “fratelli”, perché ogni vostro sforzo fosse indirizzato, con l’aiuto di Dio, all’educazione degli alunni. Amava dire: “Il vostro altare è la cattedra”, promuovendo così nella Chiesa del suo tempo una realtà fino ad allora sconosciuta: quella di insegnanti e catechisti laici investiti, nella comunità, di un vero e proprio “ministero”, secondo il principio di evangelizzare educando ed educare evangelizzando. 

La pedagogia di De La Salle mira ad un’educazione integrale dell’alunno in cui all’interno dell’azione didattica si dà particolare rilevanza all’esperienza dei discenti promuovendo in essi una partecipazione attiva, responsabile, consapevole anche alla vita sociale. Pertanto, l’elemento trascendente della vita non è posto ai margini del processo educativo ma integrato in esse allo scopo di fornire agli allievi un orizzonte di senso entro cui comprendersi e una chiave di lettura ‘ermeneutica’ attraverso cui leggere e interpretare la realtà a partire da una visione cristiana della vita. 

“Evangelizzare educando ed educare evangelizzando”. 
Tale principio molto caro anche a Papa Francesco si rivolge principalmente alla figura dei docenti e, in generale, degli educatori e richiama l’importanza fondamentale di ‘formarsi per formare’. L’insegnante e l’educatore è chiamato ad offrire una testimonianza di vita credibile, impegnarsi ad essere testimone autentico dei valori e dei principi che intende insegnare e trasmettere. Attraverso questi interventi emerge sempre più in maniera evidente la linea di Papa Leone XIV, il quale rappresenta il ‘giusto compromesso’ tra tradizione e innovazione, si distingue per chiarezza espositiva, esponendo con rigore teologico i contenuti della fede, attenzione e premura pastorale per i grandi temi dell’attualità come l’esigenza di un approccio etico all’IA e sviluppare una dimensione dell’ascolto che sia attenta alle problematiche dell’universo dei giovani.




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