Cari sposi, sapete essere anche amici?
Tempo fa, una coppia sposata mi disse: “Per aiutare i giovanissimi a mettere basi per il loro futuro matrimonio, bisogna aiutarli a vivere bene le loro amicizie”. In altre parole, per un matrimonio stabile e felice è utile essere stati alla “scuola dell’amicizia”, quella vera. È lì che ci educhiamo ad uscire da noi stessi. L’importanza dell’amicizia nel matrimonio la troviamo già nel Cantico dei Cantici…
Nel libro del Cantico dei Cantici, contenuto nella Bibbia, c’è un’espressione singolare, che lo sposo pronuncia rivolgendosi alla sposa: “Come sei bella, amica mia, come sei bella!”.
In una sola riga, vediamo coesistere le due realtà essenziali del matrimonio: la passione, espressa qui con la doppia esclamazione sulla bellezza dell’amata – parliamo di una presa di coscienza della bellezza integrale della persona, che permette alla passione di non essere passeggera – e l’amicizia. È proprio così che lo sposo chiama la sposa: amica. E il termine non è certo casuale.
Ci viene così offerto uno spunto interessantissimo: il tema dell’amicizia coniugale che si lega in modo inscindibile all’eros. Solo così potremo davvero amarci per tutta la vita.
La più grande amicizia
Papa Francesco aveva molto a cuore il tema dell’amicizia nel matrimonio: “L’amore coniugale è la ‘più grande amicizia’. – scriveva – È un’unione che possiede tutte le caratteristiche di una buona amicizia: ricerca del bene dell’altro, intimità, tenerezza, stabilità e una somiglianza che si va costruendo con la vita condivisa”. Sono parole contenute in Amoris Laetitia (123). Le riprendiamo perché esse esprimono un concetto importante, talvolta sottovalutato, della relazione coniugale: gli sposi, che certamente sono attratti l’uno dall’altra e condividono un’intimità esclusiva, sono chiamati a riconoscere, coltivare e custodire una profonda amicizia tra di loro.
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Gli sposi-amici fanno squadra
Può sorgere una domanda: in cosa consiste specificamente l’amicizia coniugale, cioè l’amicizia tra due sposi, chiamati a diventare uno, a vivere la pienezza della comunione, che di certo non si vive con nessun altro amico?
Ognuno di noi potrà capire meglio questo concetto pensando a delle coppie che conosce, a delle coppie veramente affiatate, dove, come perno della relazione, ci sono valori condivisi, un simile modo di guardare alla vita, la capacità di sorridere insieme e di sdrammatizzare i momenti critici, una complicità, che si vede nei gesti e nelle espressioni, tutta loro, che li rende squadra. Non solo amici, certo, ma anche amici. Perché l’eros, senza reale confidenza, senza unione spirituale, senza una connessione emotiva non è sufficiente, anzi, brucia tutto, lasciando cenere.
Le coppie senza amicizia sono quelle dove non c’è dialogo, dove nessuno dei due dice all’altro come sta, dove i sentimenti non sono condivisi, dove le ripicche prendono il posto dell’apertura del proprio cuore. Sono coppie in cui, al centro, non c’è un “noi”, ma il vuoto affettivo di ciascuno, che risucchia l’altro nel tentativo di colmarlo.
Crescere nelle amicizie, per prepararsi all’amore
Tempo fa, una coppia di sposi mi disse: “Per aiutare i giovanissimi a mettere basi per il loro futuro matrimonio, bisogna aiutarli a vivere bene, fin da ora, le loro amicizie. Chi impara l’amicizia è più preparato per l’amore”.
Una caratteristica tipica dell’amicizia è la “gratuità”: la capacità di accogliere l’altro per quello che è, nei pregi e nei difetti; altra caratteristica è la sincerità, che si manifesta nella lealtà: non siamo sempre d’accordo, ma ne parliamo, con rispetto e senza giudicarci.
In altre parole, per un matrimonio stabile e felice è importante essere amici e per saper essere davvero amici è utile essere stati alla scuola dell’amicizia prima di fidanzarci con qualcuno. È lì, nell’amicizia, che ci educhiamo ad uscire da noi stessi.
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Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).












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