Quarantasette anni dalla legge sull’aborto. La vita è sempre un bene

“Non scoraggiamoci di fronte alla secolarizzazione alle leggi che nel mondo legittimano la soppressione della vita. Continuiamo a coltivare un dialogo fiducioso con la cultura, perché ad ogni nuova generazione sia dato di conoscere la verità sul valore inestimabile di ogni vita umana”. Dal Sussidio sulla Pastorale della Vita Umana. Lasciamoci scuotere da questo invito, a quarantasette anni dall’approvazione della legge sull’aborto in Italia.

Nei giorni scorsi (il 22 maggio), si è ricordato un anniversario triste per l’Italia, in particolare per i bambini e le donne, quello della Legge 194/78, la legge sull’aborto. Quarantasette anni dopo un “ecatombe” umana e culturale: quasi 6 milioni di aborti di bambine e bambini e altrettante madri ferite, mutilate, inascoltate e una cultura che spinge verso la morte come diritto.

Quasi contemporaneamente, il 21 maggio, è uscito il Rapporto annuale Istat che segnala “un nuovo minimo storico della fecondità e un crescente squilibrio nella struttura per età della popolazione”. Un quarto della popolazione ha 65 anni e più. Sono oltre 4,5 milioni gli individui con 80 anni e più, che superano la popolazione dei bambini fino a 10 anni. L’Italia si conferma uno dei Paesi più anziani al mondo, dove “le nascite continuano a diminuire, con 370 mila nuovi nati nel 2024 e un tasso di fecondità sceso a 1,18 figli per donna”.

Per questi motivi il sussidio del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, “La vita è sempre un bene. Avviare processi per una Pastorale della Vita umana”, uscito il 25 marzo scorso per i 30 anni di Evangelium Vitae, acquista un significato ancora più forte. È stata una gioia ricevere e leggere questo Sussidio sulla pastorale della Vita Umana. Un regalo arrivato al momento giusto.

“Cari fratelli e sorelle, ogni vita umana, unica e irripetibile, vale per sé stessa, costituisce un valore inestimabile. – è l’invito di Papa Francesco, fatto il 25 marzo 2020, riportato nel Sussidio- Questo va annunciato sempre nuovamente, con il coraggio della parola e il coraggio delle azioni”. Il Sussidio è la risposta a questo invito, un continuum con Evangelium Vitae che è viva più che mai.

“Il presente sussidio – si spiega nell’Introduzione – offre spunti per avviare e sviluppare una metodologia pastorale della vita umana in ogni Chiesa particolare”. Finalità di questo sussidio, quindi, è quello di “costruire una organica Pastorale della Vita umana (…) a partire dal rispetto della dignità, della vita e dell’integrità di ogni essere umano”. Di fronte ai “troppi equivoci mistificazioni e subdole pratiche e abitudini sociali, legittimate da leggi ingiuste”, come scrive il Card. Kevin J. Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, nella prefazione, è necessario che “ogni vescovo, sacerdote, religioso, religiosa e laico”, leggendo il sussidio, “si adoperi per sviluppare una Pastorale della Vita umana organica e strutturata”.

Leggi anche: La Legge 194 e lo spazio di un pensiero onesto 

“Una delle caratteristiche della nostra società è aver perso la capacità di identificare il bene e il male” si legge nel sussidio. Aborto, eutanasia e suicidio assistito, fecondazione artificiale, maternità surrogata, per parlare dei “nostri” temi, sono “gravissime forme di violazione della dignità e della vita dell’essere umano”. La confusione, seria e grave, “fra bene e male, infatti, produce un senso di vuoto e di grave sofferenza nella vita personale e sociale” per questo “È urgente-secondo il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita – investire sulla formazione delle coscienze”. 

“Siamo tutti chiamati a contribuire ad una efficace e decisa azione ecclesiale per formarci” secondo “un discernimento coerente con l’antropologia cristiana, con il Magistero e le verità della nostra fede”.

Una conferma della chiamata a continuare il cammino per il variegato popolo della vita, pioniere di una pastorale per la vita, che il MpV porta avanti da 50 anni, e altre realtà associative da tempi più recenti. Una chiamata a lavorare con strategia, organicità e unità perché come scrive il Card Farrel, “Nella difesa e nella promozione della vita umana, dono di Dio, risiedono il futuro della Chiesa e dell’umanità”.

Il sussidio, quindi, si occupa e propone una Pastorale della Vita nascente in dieci capitoli, con un approccio pratico. I fondamenti sono ben chiari, in sintesi: «Il Vangelo della vita (…) è una realtà concreta e personale, perché consiste nell’annuncio della persona stessa di Gesù Cristo. Quest’aspetto non va dimenticato quando si deve difendere e proteggere ogni singola vita umana. Con l’espressione “vita umana” si intende ogni singola persona, che va sempre custodita, accolta, accompagnata come tempio sacro della presenza di Dio».

Una base necessaria per poter lavorare insieme. Del resto, come si legge nell’incipit del paragrafo sui presupposti “Per ogni missione ci vogliono servitori accordati con lo Spirito Santo e capaci di fare musica insieme” (Francesco, 5 novembre 2024). “Cosa fare per iniziare questo cammino pastorale insieme?” ci si chiede nel sussidio: oltre a ripensare lo stile del messaggio, “Non si può dare nulla per scontato: (…) Nemmeno il valore inviolabile della vita umana, dal concepimento alla morte naturale”, bisogna “rendersi comprensibili” senza “diventare relativisti nel messaggio cristiano”. Il relativismo morale, si precisa, non è la soluzione. L’auspicio è che davvero parta il lavoro concreto, dalle Diocesi insieme alle associazioni, per realizzare una Pastorale della Vita protagonista, attiva 365 giorni all’anno, non relegata alla sola Giornata per la Vita, e con una sua autonomia e trasversalità rispetto alle altre pastorali.

In conclusione, come si legge nel Sussidio: «Non scoraggiamoci di fronte alla secolarizzazione, (…) alle leggi che nel mondo legittimano la soppressione della vita. Continuiamo a coltivare un dialogo fiducioso con la cultura, perché ad ogni nuova generazione sia dato di conoscere la verità sul valore inestimabile di ogni vita umana. (…) Perciò, con San Giovanni Paolo II, ricordiamo al mondo l’appello che egli ha rivolto a tutti noi più di trent’anni fa: “rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita umana! (Evangelium Vitae, 5) in ogni situazione e fase di sviluppo”».




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