CORRISPONDENZA FAMILIARE
Prima Comunione: il ruolo e la responsabilità dei genitori
26 Maggio 2025
(Foto: wideonet / Shutterstock.com)
È la stagione in cui tanti ragazzi si accostano per la prima volta alla mensa eucaristica, un appuntamento sempre carico di emozione. Gli sposi della Fraternità di Emmaus sono accompagnati con un itinerario liturgico che li aiuta a prendere coscienza del loro ruolo educativo e dona anche ai loro figli di gustare e comprendere ancora meglio i tratti qualificanti dell’esperienza di fede. Oggi condivido uno scambio con una famiglia che ieri ha vissuto questa esperienza.
Carissimo don Silvio,
sai bene quanto sia importante e speciale per noi genitori il giorno della Prima Comunione; tra poche ore, il nostro Angelo riceverà questo sacramento che rappresenta il primo passo per vivere con piena consapevolezza la sua appartenenza a Gesù. C’è grande fermento ed emozione in famiglia per questo giorno di festa.
Abbiamo avuto la grazia di vivere un percorso di avvicinamento a questo importante sacramento come appuntamento imprescindibile offerto dalla Fraternità. Grazie a questo cammino approfondito e mai scontato, svolto con l’ausilio di educatori appositamente preparati per far comprendere al bambino l’importanza di questa giornata, siamo riusciti a guardare oltre la materialità che il momento potesse fare emergere e abbiamo posto Gesù innanzi a tutto, Lui al centro, Lui come fondamento…insomma, per ripetere le parole dei santi coniugi Luigi e Zelia, Lui il primo servito!
Oramai il tempo stringe e l’emozione è sempre più forte. Il nostro piccolo ometto è in trepidante attesa del grande giorno e nei suoi occhi si legge sia l’emozione che la commozione per tutto ciò che ha vissuto, sta vivendo e vivrà…
È giunto dunque il momento dei ringraziamenti… ed a te in particolar modo vogliamo porgerli affinché la tua ispirazione sempre vigile e paterna possa guidare noi e i nostri figli. Ti lasciamo una piccola letterina che il nostro piccolo Angelo ha voluto fortemente indirizzarti come segno di immensa gratitudine e benevolenza
Ti abbracciamo fortissimamente!
Vincenzo e Sabrina
Caro don Silvio,
in questo cammino verso la Comunione mi sto preparando con molta preghiera e con la mia famiglia tutte le sere recitiamo la decina. In questo cammino ho capito quanto Gesù ci ama, anche quando lo crocifiggiamo.
Il giorno della Vestizione [una delle celebrazioni liturgiche che propone la Fraternità di Emmaus, ndr] ho provato un’emozione talmente forte che non so spiegare a parole. Questa emozione mi ha accelerato il battito cardiaco e mi ha liberato da tutti i mali e i peccati. Questa liturgia è stata per me un grande onore e mi dispiace che non sia fatta in tutte le chiese.
Un’altra cosa che ti volevo dire è che sto rispondendo come Maria: “Eccomi”.
Grazie don Silvio e, se puoi, ringrazia anche Rachele [la sposa che, a nome della Fraternità, ha accompagnato il cammino verso la Prima Comunione] per tutto quello che ha fatto per me.
Un grandissimo e fortissimo abbraccio da
ANGELO
Cari amici,
vi ringrazio per avermi condiviso la vostra esperienza, le vostre parole lasciano intravedere l’intima commozione che provate in questo momento. La Prima Eucaristia è certamente un appuntamento importante ma ricordate che è solo una tappa del cammino di fede, un passaggio che vi carica di una nuova e più grande responsabilità dinanzi al compito educativo che nei prossimi anni diventerà ancora più impegnativo.
Alcuni anni fa, durante un pellegrinaggio a Fatima, passeggiavo per Lisbona e ammiravo il suo patrimonio artistico e culturale. E tuttavia, pensai che il buon Dio non ha scelto quella città per consegnare parole luminose, non ha bussato alle porte dei potenti, e neppure a quella del vescovo. Ha coinvolto tre bambini di Aljustrel, un piccolo e oscuro villaggio che nessuno avrebbe degnato di uno sguardo. Ad alcuni bambini senza istruzione ha affidato un messaggio che riguarda il mondo intero. Dio salva il mondo attraverso i bambini. Se vogliamo partecipare all’opera di Dio dobbiamo diventare bambini e custodire l’innocenza dei nostri figli. Un popolo che abbandona i figli, che non è più capace di educarli secondo la verità, non ha futuro.
Ascoltate e accogliete la parola che molti anni fa Giovanni Paolo II disse ai genitori, presenti in piazza san Pietro assieme ai loro figli che da poco avevano ricevuto la Prima Eucaristia:
“E a voi, genitori e parenti, dico con ansia e con fiducia: amate i vostri bambini, rispettateli, edificateli! Siate degni della loro innocenza e del mistero racchiuso nella loro anima, creata direttamente da Dio! Essi hanno bisogno di amore, di delicatezza, di buon esempio, di maturità! Non trascurateli! Non traditeli!” (Giovanni Paolo II, 14 giugno 1979)
Maria Beltrame Quattrocchi, beatificata assieme al marito Luigi nel 2001, nel giorno della Prima Comunione scrisse una lettera a Filippo, il primogenito, che avrebbe poi scelto la vita monastica e sacerdotale:
“Sai tu cosa pensava la mamma tua in quel giorno; sai come sognava colei che tu amavi tanto e che per quel giorno avrebbe rinunziato a tutta la sua vita restante? “O mio Dio, salva quest’anima da impurità; fa’ che non sia mai profanata, col contatto del mondo; fa’ che resti sempre così, come in questo giorno, come sino a questo giorno, mio Dio … Piuttosto riprenditelo prima che ti tradisca; piuttosto perderlo sulla terra, pur di ritrovarlo in cielo. Soffra pure, pianga, mio Dio, ma resti puro nell’anima”. Era una preghiera suggerita dal momento? No, figlio mio. È la preghiera sorta dal mio cuore nel giorno della tua nascita e che ripeterò per te finché vivrò” (Maria Beltrame Quattrocchi, Dialogando con i figli, Roma 2001, 13).
La fede di questa mamma sollecita tutti i genitori. Vi consegno perciò un piccolo suggerimento: scrivete una lettera al vostro “ometto”, fategli capire che siete fieri di lui ma soprattutto ditegli che il Padre celeste ha tanta fiducia in lui. Non scoraggiatevi nei momenti di difficoltà e non abbiate paura di chiedere anche a lui di restare fedele al Vangelo e di andare controcorrente. Preoccupatevi di accompagnare le parole con la forza della vostra personale testimonianza. Lo Spirito Santo farà la sua parte…
Sono certo che questa tappa sacramentale vi ha reso più forti nella fede e ancora più convinti e determinati nel vostro quotidiano servizio che già esercitate in parrocchia e in Fraternità. La Chiesa ha bisogno di famiglie come la vostra, umili e generose. Prego il Signore che vi doni grazia abbondante per continuare a seminare la gioia del Vangelo.
Don Silvio
Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia
Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).



1 risposta su “Prima Comunione: il ruolo e la responsabilità dei genitori”
Parole sante che entrano nel cuore e anima,spero tanto che chiunque questanno abbiamo ricevuto Gesù per la prima volta ,non restinolontano da lui ma comincino un cammino vocazionale.