2 Giugno 2025

Uniti nell’amore che resta

C’è una bellezza umile, tenace e silenziosa nell’amore coniugale. È quella che si è respirata durante il Giubileo della Famiglia, soprattutto nella celebrazione eucaristica quando Papa Leone XIV ha alzato lo sguardo al cielo e, sulle orme del Vangelo, ci ha riportato al cuore della fede: l’unità, quella vera, che nasce dall’amore e si fa cura quotidiana. Il Vangelo proclamato è quello dell’ultima Cena: Gesù prega per noi, per tutti noi. E nella sua preghiera, ci sono anche gli sposi, i genitori, i figli, i nonni. “Padre, siano uno come noi”, dice il Signore, e quella supplica, così ardente e intima, oggi ci interroga: che cos’è l’amore, se non imparare ogni giorno a diventare “uno” senza perdersi, senza cancellarsi?

Papa Leone ci ricorda che l’unità a cui siamo chiamati non è uniformità, ma comunione. Non è massa indistinta, ma alleanza viva. «Dio ci ama come ama se stesso», ha detto con una dolce fermezza che ha scosso i cuori. E questo amore, se accolto, ci rende capaci di costruire legami che resistono al tempo e al male, come quello tra un uomo e una donna che si scelgono ogni giorno, anche quando è difficile.

È in questa luce che il Papa ha parlato del matrimonio come “il canone del vero amore tra l’uomo e la donna”. Non un ideale da guardare da lontano, ma una verità da vivere, passo dopo passo. È l’amore fedele, fecondo, totale, che trasforma due in una carne sola – senza annullamenti, ma con doni reciproci. “Il mondo ha bisogno dell’alleanza coniugale per conoscere l’amore di Dio”, ha detto Leone XIV. È un’affermazione forte, profetica. Perché oggi – mentre tante relazioni si consumano in fretta – la testimonianza di sposi che si custodiscono, che si perdonano, che si accompagnano nella gioia e nella fatica, diventa un faro per tutti.

Non è un caso se, negli ultimi anni, la Chiesa ha proclamato santi non solo individui, ma coppie: sposi che hanno camminato insieme fino alla fine, come i coniugi Martin o i Beltrame Quattrocchi. Segni di una santità quotidiana, possibile, condivisa. Ma il Papa non si è fermato qui. Ha parlato ai figli – esortandoli a dire “grazie” – e ai genitori, ricordando loro che l’educazione è testimonianza, coerenza, pazienza. E ha affidato agli anziani, ai nonni, il compito prezioso della custodia, dell’intercessione silenziosa, della memoria. In famiglia, ha detto, la fede si trasmette come il pane, come gli affetti: senza proclami, ma con gesti, con presenze, con il tempo donato.

È stato consolante ascoltare Papa Leone, per tanti. Per chi, anche oggi, ha scelto di esserci. Per chi ha risposto con un sorriso a una stanchezza, con un abbraccio a un silenzio. Per chi crede che l’amore si rinnova non con le emozioni, ma con la volontà e la grazia. È per le coppie giovani e per quelle che portano il peso degli anni. È per le famiglie ferite che cercano ancora, per quelle che sperano, per quelle che resistono. Ed è per noi, che crediamo – con il Papa – che “dalle famiglie viene generato il futuro dei popoli”. Perché se ci amiamo così, sul fondamento di Cristo, saremo davvero segno di pace. E l’amore, quello vero, non passerà mai.



Il Caffè sospeso...
aneddoti, riflessioni e storie di amore gratuito …quasi sempre nascoste.

Il caffè sospeso è un’antica usanza a Napoli. C’è chi dice che risale alla Seconda Guerra Mondiale per aiutare chi non poteva permettersi nemmeno un caffè al bar e c’è chi dice che nasce dalle dispute al bar tra chi dovesse pagare. Al di là delle origini, il caffè sospeso resta un gesto di gratuità. Nella nuova rubrica che apre l’anno 2024, vorrei raccontare storie o suggerire riflessioni sull’amore gratuito e disinteressato. Quello nascosto, feriale, quotidiano che nessuno racconta, che non conquisterà mai le prime pagine dei giornali ma è quell’amore che sorregge il mondo, che è capace di rivoluzionare la società dal di dentro. Buon caffè sospeso a tutti!


Aiutaci a continuare la nostra missione: contagiare la famiglia della buona notizia

Cari lettori di Punto Famiglia,
stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).

CONTINUA A LEGGERE



Giovanna Abbagnara

Giovanna Abbagnara, è sposata con Gerardo dal 1999 e ha un figlio, Luca. Giornalista e scrittrice, dal 2008 è direttore responsabile di Punto Famiglia, rivista di tematiche familiari. Con Editrice Punto Famiglia ha pubblicato: Il mio Giubileo della Misericordia. (2016), Benvenuti a Casa Martin (2017), Abbiamo visto la Mamma del Cielo (2016), Il mio presepe in famiglia (2017), #Trova la perla preziosa (2018), Vivere la Prima Eucaristia in famiglia (2018), La Prima Comunione di nostro figlio (2018), Voi siete l'adesso di Dio (2019), Ai piedi del suo Amore (2020), Le avventure di Emanuele e del suo amico Gesù (2020), In vacanza con Dio (2022).

ANNUNCIO


ULTIMI COMMENTI

Vai all'archivio di "Un Caffè sospeso"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per commentare bisogna accettare l'informativa sulla privacy.