La Chiesa, Mistero di Comunione: la presentazione del libro di don Felice Apicella
di Remo Trezza
Martedì 10 giugno 2025, alle ore 20:00, presso la Sala Cenacolo del Convento di San Francesco e Sant’Antonio di Cava de’ Tirreni, si è tenuta la presentazione del libro di don Felice Apicella, parroco di San Giuseppe al Pozzo, dal titolo “La Chiesa: Mistero di Comunione e Partecipazione Intraecclesiale. Il Cammino Neocatecumenale nella Vita Sinodale della Chiesa” (Punto Famiglia, Angri, 2024).
L’incontro, moderato dal dott. Remo Trezza, ha visto la partecipazione dell’Arcivescovo S.E. Mons. Orazio Soricelli il quale, nel proprio indirizzo di saluti, ha ringraziato don Felice per aver donato alla Chiesa diocesana e non solo un dettagliato approfondimento circa le caratteristiche centrali della categoria CHIESA in quanto popolo di Dio, che ha sempre più bisogno di un approccio volto alla “ecclesiologia integrale”.

Dopo i saluti di Padre Pietro Anastasio, Custode e Guardiano del Convento, il quale ha posto l’accento sulla Chiesa come Comunione di Diversità, il moderatore ha introdotto i lavori segnalando l’approccio metodologico utilizzato dall’Autore che, con chiarezza e linearità espositiva, ha descritto/pennellato la CHIESA non solo come una specifica organizzazione di persone, strutturata su vari ruoli, ma soprattutto come un “corpo” sostanziato dalla comunione tra le sue membra.
La Chiesa, che può all’apparenza sembrare qualcosa di puramente formale, è, al contrario, un contenitore di sostanza, fatta di persone vive, battezzate, fiduciose e pellegrine verso la Speranza-Salvezza che è Cristo.
L’Autore, nel libro, edito dalla casa editrice Punto Famiglia nel 2024, utilizza un approccio aggettivale e sostantivale, al fine di sviscerare, passo dopo passo, le caratteristiche della CHIESA che non è solo UNA, SANTA, CATTOLICA e APOSTOLICA, come si professa nell’articolato del Credo niceno-costantinopolitano, ma è ancora tanto altro.

Il moderatore, infatti, si è soffermato sulle principali attribuzioni che l’Autore ha voluto offrire in relazione alla categoria CHIESA. Essa, infatti, è MISTERO, è COMUNIONE, sorge dalla TRINITARIETA’ dell’UNICITA’ di Dio, è intrisa di CRISTOCENTRICITA’, di PNEUMATICITA’ (nasce dallo Spirito), forma l’ECCLESIALITA’, è SIMBOLO (mette insieme), si tinge di DIVERSITA’ che si racchiude nell’UNITA’, si riempie di COLLEGIALITA’, esercita il PRIMATO, favorisce l’AGGREGAZIONE e la PARTECIPAZIONE e mette tutti in CAMMINO verso una SINODALITA’ sempre nuova.
Ai relatori dell’incontro, infatti, è stato chiesto di soffermarsi proprio su alcune delle caratteristiche della Chiesa approfondite dall’Autore nel libro.

Centralità ha acquisito la relazione di don Tonino Palmese, salesiano, Presidente della Fondazione Pol.i.s. e Garante per le persone private della libertà del Comune di Napoli, il quale si è soffermato sulla relazione CHIESA-DISCEPOLATO, attualizzando, contestualizzando e razionalizzando il lavoro dell’Autore, calando il medesimo nella quotidianità.
È stato, infatti, rilevante l’approccio fattuale, mediante il quale don Tonino ha avuto modo di evidenziare quanto, per fare Chiesa, sia necessario continuare a mantenere intatta la TRADITIO FIDEI contro la deriva verso la quale la società attuale sta dirigendosi.
“Lo spirito guida e accompagna la Chiesa. La Chiesa è Bellezza perché Essa è il riflesso della Bellezza assoluta che è Dio”. Con un chiaro riferimento ai tre trascendentali, don Tonino fa scoprire un lato nuovo e innovante del discepolato, il quale deve far camminare e far protendere verso Dio e non un Qualcosa o un Qualcuno astratto.
Don Tonino, al termine del suo dialogo con l’uditorio, ha immerso il libro di don Felice nell’esperienza che l’emorroissa ha fatto con Gesù toccandogli il mantello. Quest’ultima, infatti, prende consapevolezza dell’incontro salvifico con Cristo, esattamente come la Chiesa è nata dalla consapevolezza dell’aver avuto un Maestro che ha patito, è morto, è risorto, è asceso al Cielo e l’ha istituita e costituita (Kerygma).
“Nessuno è cristiano da solo!”, queste sono le parole con cui ha chiosato don Tonino. E la Chiesa, pur caratterizzata da tanti talenti e diversi carismi, è unica in Cristo, che ne è Suo fondamento.
Il secondo relatore è stato proprio l’Autore del libro, don Felice, il quale, riferendosi ad una espressione di Papa Francesco, ha spiegato come la Chiesa sia “segno dell’amore del Padre, amore senza fine, volto del perdono e della misericordia”.

Passando in rassegna la pericope evangelica ove Cristo dichiara Pietro Suo successore e, dunque, primo Pontefice della Chiesa nascente, l’Autore ha sottolineato come Dio sia l’unica certezza della salvezza per la Chiesa e per l’umanità, ponendo anche una domanda particolare, che qui si vuole riproporre: “La Chiesa, oggi, “serve” ancora?”. Certamente ciascuno può formulare in cuor proprio una risposta più o meno condivisibile. Quella fornita da don Felice, invece, è stata affermativa, nel senso che la Chiesa ancora “serve” (sia nel senso di “utilità teologica” che nel senso di “servizio ecclesiologico-pastorale”), chiamando tutti al “servizio” e finalizzando la sua vocazione al trarre il meglio da ciascun cristiano in ogni singolo momento della vita.
Infine, l’Autore si è soffermato sulla CORRESPONSABILITA’ che deve connotare la Chiesa, ovvero la materializzazione concreta della triade Comunione-Partecipazione-Responsabilità.
L’ultimo relatore, invece, è stata Giovanna Abbagnara, Presidente della Casa editrice “Punto Famiglia” che subito ha fatto notare come il tavolo dialogante dell’incontro costituisse esso stesso un chiaro esempio di Chiesa (partecipazione dell’Arcivescovo, di presbiteri, catechisti, laici, sposi, dunque, di figure, ciascuna per il proprio ruolo, radicate, mediante la ministerialità e la sacramentalità, nella barca di Pietro, altra immagine della Chiesa).

Per la dott.ssa Abbagnara, il libro vuole focalizzare l’attenzione sulla possibilità di ricucire il tessuto ecclesiale che, in questi ultimi tempi, sta cercando di abbattere “costruiti muri di incomprensione”. Inoltre, per la relatrice, l’aggregazione laicale è un concetto ancora solo formale. Bisogna lavorare di più per darne contenuto e senso. I laici devono rendersi protagonisti attenti ed oculati della Chiesa (“protagonismo in senso evangelico”), così come insegna l’attuale Pontefice Leone XIV, il quale si definisce “Pastore al servizio dell’unità della Chiesa”. Il senso di Chiesa va trasmesso sin dalle cellule primordiali della società, tra le quali spicca grandemente “la famiglia”, di per sé già “Chiesa domestica” che, cementata in Cristo-Roccia, si renderà compartecipe dell’unica grande famiglia di Dio che è, per l’appunto, la Chiesa. Solo in tal modo la Chiesa potrà continuare la sua primigenia funzione, ovvero il bene (la salvezza) delle anime.
Il denso incontro si è concluso intorno alle 21:30 con un sincero ringraziamento ai partecipanti e all’uditorio e con l’augurio che si possano sempre organizzare tavoli di confronto e di stimolo teologico-pastorale, onde consentire a chiunque di accrescere la propria formazione cristiana e, prioritariamente, la consapevolezza di essere cristiani pellegrini di Speranza, così come invita a essere anche il Giubileo.
Remo Trezza
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