8 Luglio 2025
Rendici operai
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,32-38
In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».
Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
Il commento
“La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque…” (9, 37-38). Il comando è preceduto da un breve sommario in cui l’evangelista descrive l’instancabile missione itinerante di Gesù: “percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità” (9,35). Il Nazareno s’impegna con ardore e generosità ma… sa bene che tutto questo non basta, è solo la premessa di una storia che deve arrivare in ogni angolo della terra. Per questo, dopo aver confidato ai discepoli la sua intima compassione per le folle, che erano “stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore” (9,36), li invita a partecipare attivamente alla sua opera. Il primo passo è quello di pregare: “Pregate dunque” (9,38). È una parola sorprendente perché, quando ci troviamo dinanzi a una situazione che richiede maggiore sforzo, percepiamo una più acuta responsabilità e ci sentiamo chiamati a impegnarci più a fondo. Gesù invece chiede ai discepoli di pregare con più fervore per chiedere a Dio di inviare tanti altri operai e così far fronte alle molteplici necessità del Regno. Gesù avverte che le risorse umane non bastano, non saranno mai sufficienti. C’è un’oggettiva sproporzione tra i bisogni dell’umanità e i mezzi che possiamo impiegare. Solo Dio può colmare questo divario. Attenti però a non cadere in una sottile e purtroppo diffusa ipocrisia: non possiamo chiedere al buon Dio di inviare altri operai se non siamo interiormente disposti ad essere operai. Oggi preghiamo così.
Rendici operai, Signore. Donaci il coraggio di fare la nostra parte, senza scoraggiarci dinanzi alle difficoltà. Tu lo sai, fino ad oggi non siamo stati spettatori, abbiamo accolto la chiamata ma forse non lo abbiamo fatto con quella generosità che Tu desideri. Per questo ti preghiamo: donaci più energie e tanta generosità per rispondere alle necessità di quel popolo che ha fame di Te e ha bisogno di ricevere luce e speranza. Amen.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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San Giovanni Paolo II già da cardinale nel 1968 parlava di "sensualità, affettività, amore di benevolenza, pudore e della legge…
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