11 Luglio 2025
La domanda decisiva
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 19,27-29
In quel tempo, Pietro disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».
Il commento
“Noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?” (19,27). Dobbiamo leggere questa domanda in relazione ai versetti precedenti in cui Gesù ammonisce i discepoli a fuggire ogni forma di ricchezza perché è radicalmente incompatibile con il Vangelo che egli annuncia (19, 23-26). Un insegnamento sorprendente che manda in crisi le attese dei discepoli. È Pietro, ancora una volta, che si fa interprete degli interrogativi e pone al Maestro la domanda sul futuro che li attende. La traduzione italiana fa pensare alle cose, il testo greco è molto più pregnante, la domanda è posta in questi termini: “Che cosa sarà a noi?”. In un’ottica contemporanea, potremmo anche tradurre: “Cosa sarà di noi?”. È una domanda carica d’inquietudine che appartiene ad ogni uomo. Nella vita di ciascuno ci sono passaggi e/o eventi che suscitano gli interrogativi che non riguardano la cronaca dei giorni ma il senso stesso della vita. Sono i momenti decisivi in cui decidiamo di confermare la fede, scegliendo Cristo, o di seguire i modelli che propone il mondo.
San Benedetto (480-540) è vissuto in un’epoca segnata da grandi e gravi oscurità. Non si è lasciato trascinare dagli eventi ma ha scelto di seguire Cristo, “luce del mondo”. La sua opera e la comunità da lui fondata hanno dato un contributo fondamentale alla ricostruzione dell’Europa, “suscitando dopo la caduta dell’unità politica creata dall’impero romano una nuova unità spirituale e culturale” (Benedetto XVI, 9 aprile 2008). Una vita santa non s’improvvisa, il primo passo è quello di accogliere con umiltà la Parola di Dio. La Regola di san Benedetto inizia con questa esortazione: “Ascolta, o figlio, i precetti del Maestro e inchina l’orecchio del tuo cuore”. Non basta ascoltare, occorre tendere il cuore, cioè metterci nella giusta disposizione interiore per accogliere la Parola. Oggi chiediamo la grazia di camminare sulle orme dei santi e di seminare nella vita sociale quella Parola che custodisce la verità e la dignità di ogni uomo.
Briciole di Vangelo
di don Silvio Longobardi
s.longobardi@puntofamiglia.net
“Tutti da Te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno”, dice il salmista. Il buon Dio non fa mancare il pane ai suoi figli. La Parola accompagna e sostiene il cammino della Chiesa, dona luce e forza a coloro che cercano la verità, indica la via della fedeltà. Ogni giorno risuona questa Parola. Ho voluto raccogliere qualche briciola di questo banchetto che rallegra il cuore per condividere con i fratelli la gioia della fede e la speranza del Vangelo.
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stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione riguardo il presente e il futuro. Questo virus è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità e ci ha obbligati a rivedere i tempi del lavoro, delle amicizie, delle Celebrazioni. Insomma, ha rivoluzionato tutta la nostra vita e non sappiamo fin dove ci porterà e per quanto tempo. Ci fidiamo delle indicazioni che provengono dal Governo e dagli organi sanitari preposti ma nello stesso tempo manifestiamo con la nostra fede che “il Signore ci guiderà sempre” (cfr Is 58,11).


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